Nonciclopedia chiude, Vasco Rossi denuncia per diffamazione

Nonciclopedia chiude, Vasco Rossi denuncia per diffamazione. Nonciclopedia chiusa. Motivo? “Nonciclopedia chiude i battenti a tempo indeterminato per colpa di quelle persone che si prendono troppo sul serio. Un sentito ringraziamento a VASCO ROSSI ed i suoi avvolt… avvocati.”. Così sintetizzano la situazione i gestori del celebre sito, parodia di Wikipedia, versione surreale, ironica, demenziale, della più famosa enciclopedia sul Web.

La denuncia sarebbe stata presentata dall’avvoato di Vasco Rossi, che poco avrebbe gradito i contenuti presenti nella voce a lui legata di Nonciclopedia. Oltre alla richiesta di rimozione della pagina, presentata anche all’host in California di Wikia, al sito sarebbe stato anche chiesto di fornire i dati sensibili degli utenti responsabili della voce “Vasco Rossi” preente su Nonciclopedia.

Nonciclopedia non avrebbe fornito questi dati, ma avrebbe replicato con la disponibilità alla rimozione dei contenuti considerati diffamatori. Tutto questo avveniva prima di Agosto. I gestori di Nonciclopedia non avrebbero ottenuto risposta dagli avvocati di Vasco Rossi. Sembrava finita qui: invece gli admin sono stati convocati dalla polizia postale. E si sono sentiti costretti a chiudere il sito. Per quanto? Non si sa.

La vicenda ha suscitato uno tsunami di indignazione. Così tanta indignazione, che persino i fans di Vasco Rossi hanno riempito la pagina Facebook del cantante di commenti negativi. Fans che in genere sarebbero pronti a cadere in deliquio anche per un clippino in cui Vasco Rossi si allena a fare rutti finti. Fans pronti a difendere qualsiasi affermazione di Vasco Rossi. Fans che lo considerano come un dio in terra, impossibile da mettere in discussione. Eppure, stavolta Vasco Rossi ha esagerato: Nonciclopedia non si tocca.

Come può diffamare un sito che è dichiaratamente una parodia, un sito nel quale TUTTI gli utenti sanno di trovare non contenuti aderenti alla realtà, bensì non-sense, ironia, demenzialità, per farla breve: cazzate per farsi due risate. Tutto fatto con intenti assolutamente lontani da quelli di voler diffamare chicchessia, ma semplicemente rivolti all’obiettivo di far fare qualche risata?

Vedremo se Vasco Rossi smentirà o confermerà, quale sarà la sua spiegazione di questo atto censorio, messo in essere proprio da un artista che ha fatto della libertà di opinione e di espressione una sua bandiera. Per ora la chiudiamo qui, fino al prossimo evolversi degli eventi. Ma prima un ultimo appunto.

Per tutti quelli che abbaiano contro la legge ammazza-blog, bavaglio, chiamatela come vi pare, sappiatelo: questa legge è già in vigore. Non è scritta, ma è efficientissima. Se un individuo più ricco e potente dei gestori di un blog (che in genere non sono multimilionari), manda la lettera di un avvocato per lamentarsi di un articolo, il blog in questione IMMEDIATAMENTE farà qualsiasi cosa richiesta dal legale, onde evitare di imbarcarsi in prolisse e dispendiose questioni legali. E se non dovesse bastare un articolo di rettifica, i gestori del blog si vedranno costretti a chiudere il sito a tempo indeterminato. E’ così che funziona, già adesso. I blog vivono con i fucili puntati addosso, sempre a rischio non soltanto di spari sopra, ma anche da sotto, da destra, da sinistra e soprattutto alle spalle.

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