novità pensioni 2016

Novità pensioni 2016: attenti ai “regalini” del governo Renzi

NOVITA’ PENSIONI (1° MARZO 2016) – Dopo le ultime news sulle pensioni di reversibilità, oggi torniamo sul tema Governo Renzi ed elezioni. Come abbiamo ricordato più volte, quest’anno ci sono le importanti elezioni Amministrative 2016 e soprattutto il fondamentale referendum costituzionale, con il quale Matteo Renzi mette in gioco la sua sopravvivenza politica.

E’ lecito dunque aspettarsi, soprattutto considerato i precedenti, che Renzi abbia in mente qualche “regalino” elettorale, qualcosa che faccia fortemente desiderare a molti italiani che il governo Renzi sia ancora in carica l’anno prossimo. E cosa c’è di più interessante di un bel taglio sulle tasse? Il governo Renzi sta infatti già parlando di una riduzione della pressione fiscale per il 2017, anticipandola di un anno su quanto previsto dalla tabella di marcia: agendo sul cuneo fiscale, il governo Renzi potrebbe portare più soldi in busta paga.

Ma attenzione: questo potrebbe costare caro alle pensioni!

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Novità pensioni 2016: le idee di Nannicini e Morando, interventi su cuneo fiscale e aliquote Irpef

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo: Tommaso Nannicini, bocconiano e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l’estate scorsa (al tempo era consigliere economico di Renzi) aveva predisposto questo piano: tagliare di sei punti percentuali il cuneo dei nuovi assunti e dividerli equamente fra datore di lavoro e dipendente.

In un editoriale dello scorso agosto, apparso su l’Unità, Nannicini parlava di una partita per il taglio strutturale al cuneo contributivo del tempo indeterminato, in modo tale da far pesare meno il costo del lavoro nei contratti permanenti.

Enrico Morando, (quello che voleva la riforma pensioni a costo zero) viceministro dell’Economia, dal canto suo ha ipotizzato un’altra via, consistente nella riduzione delle aliquote Irpef. Quest’alternativa appare però molto meno sostenibile per le casse dello Stato, mentre l’idea di Nannicini ha un costo sui sei miliardi di euro, i quali però non andrebbero a toccare più di tanto i conti statali.

Novità pensioni (1° marzo 2016): far finta di dare prima delle elezioni, riprendersi tutto nel 2017. Le alternative del governo Renzi per finanziare lo spot elettorale

Il trucco infatti sta nelle pensioni del futuro: i tre punti tagliati dal cuneo del lavoratore potrebbero essere destinati non alla busta paga, bensì alla previdenza integrata. Ricapitolando, il governo Renzi in un modo o nell’altro fa tombola, perché se i soldi in busta paga aumentano arriva l’aliquota Irpef a riprenderli, se al contrario vengono assegnati alle pensioni integrative, allora interviene l’incremento di tassazione per il fondo (dall’11.5% al 20%) a sistemare tutto.

Per farla breve, il governo Renzi sembra avere in mente uno spot elettorale del genere per sopravvivere alle votazioni del 2016 e senza rimetterci più di tanto.

 

 

 

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