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Novità pensioni 2017: Ape social e volontaria, arriva pure la franchigia

ULTIME NOVITA’ PENSIONI (3 MARZO 2017) – IL PUNTO SU APE SOCIAL E VOLONTARIA

Dopo le ultimissime sulla quota 41, oggi torni a parte di anticipo pensionistico, nelle sue varianti “Social” e “volontario”.

In arrivo una franchigia di 12 mesi per certificare se i lavoratori (con almeno 36 anni di contributi) hanno svolto lavori usuranti anche negli ultimi sei anni di attività.

Si tratta di un requisito fondamentale per essere beneficiario dell’Ape social.

C’è poi l’ok per l’uso del cumulo gratis dei contributi versati in gestioni separati, in modo tale da poterli utilizzare come titolo di accesso all’Ape volontaria o social.

Le ultime novità parlano anche di un’interpretazione estensiva per i lavoratori precoci, i famosi 12 mesi di contributi versati prima del compimento del diciannovesimo anno di età: vengono ora considerate anche le malattie di lunga durata e la cassa integrazione.

Pensioni 2017, ultime novità su Ape social e volontaria: si parte il 1° maggio, accordi fra sindacati e governo

Questi i temi fondamentali del recentissimo tavolo tecnico al ministero del Lavoro, vertice a cui hanno presenziato economisti di palazzo Chigi, una squadra capitanata da Marco Leonardi.

Sui decreti attuativi si sono poi trovati dei punti di incontro con i sindacati, mentre sono scaduti i due mesi di tempo per il lancio del Dpcm.

“Su alcune richieste abbiamo avuto risposte positive -ha dichiarato Roberto Ghiselli (Cgil) – come sulla franchigia di 12 mesi per l’Ape o sulla richiesta che nell’individuazione della platea dei lavoratori beneficiari dell’uscita anticipata il riferimento sia alla mansione del lavoratore e non al settore dell’azienda. Restano aperte alcune questioni, in particolare per edili e marittimi, su cui continueremo il pressing. Nella “fase 2” si affronterà invece il tema delle aspettative di vita dove potrebbero essere ricompresi tanti lavori oggi esclusi dall’uscita anticipata. Il metodo del confronto è comunque positivo”.

Il governo è in ritardo sulla tabella di marcia, ma resta confermata la data del 1° maggio 2017 per il varo dell’Ape.

In caso di lavoratore dipendente, sarà l’azienda a dover fornire la certificazione di lavoro gravoso, documentazione che verrà poi controllata da Inail, Inps e ministero del Lavoro.

Restano ancora da chiudere gli accordi con Ania e Abi sul costo dell’anticipo: in precedenza si è parlato di un Tan al 2,5% e un 29% per il premio assicurativo.

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