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Novità pensioni sul cumulo contributivo: il governo ha fatto l’ennesimo pasticcio

ULTIME NOVITA’ PENSIONI (5 LUGLIO 2017) – CUMULO CONTRIBUTIVO, NON TORNANO I CONTI

Dopo le news sulla quattordicesima, oggi notizie poco confortanti sul cosiddetto cumulo contributivo.

Qualcuno deve aver sbagliato col pallottoliere, perché i conti non tornano: mancano la bellezza di due miliardi di euro, necessari a coprire l’estensione del cumulo contributivo prevista dall’ultima legge di bilancio.

Non che sia una novità, visto che anche per l’Ape social non è che i fondi abbondino (si prevede di sforare ampiamente i 35.000 posti a disposizione, causa boom di domande: molti dovranno mettersi in coda, pur avendo i requisiti necessari all’anticipo pensionistico).

Il cumulo contributivo può essere ora utilizzato anche dai professionisti (quindi da avvocati, ingegneri, medici, eccetera) che durante la loro carriera lavorativa hanno versato i contributi non solo all’Inps, ma anche a gestioni previdenziali separate.

Adesso hanno la facoltà di unificare i diversi tipi di contributi, in modo tale da ricevere pensioni più elevate, senza spendere nemmeno un euro (le ricongiunzioni sono solitamente assai onerose).

Ma il cumulo contributivo gratis ha i suoi costi.

Novità pensioni sul cumulo dei contributi (5 luglio 2017): le risorse stanziate non bastano, servono altri due miliardi

Si tratta infatti di centinaia di migliaia di italiani: sono 65mila soltanto gli architetti e gli ingegneri di Inarcassa. Già soltanto concedere la ricongiunzione gratuita a queste due categorie costa 550 milioni.

Un bel guaio, anche se non grande quanto quello del “Bonus Poletti” (il 24 ottobre la palla torna alla Corte Costituzionale dopo migliaia di ricorsi, una vittoria dei pensionati gabbati costerebbe allo Stato un rimborso parecchi miliardi).

Ma che fine hanno fatto questi due miliardi per la ricongiunzione dei contributi gratuita?

Non ci sono mai stati: hanno sbagliato i conti. La copertura finanziaria prevista è stata inferiore ai 100 milioni, sottostimata dunque in maniera clamorosa rispetto alle reali esigenze.

Dove li trovano questi soldi adesso? Semplice: non li trovano: le ultimissime sulle pensioni parlano infatti di voci, riportate da Il Giorno, secondo le quale i tecnici del governo starebbero cercando uno stratagemma legale per disinnescare la possibilità di utilizzare davvero questo costosissimo meccanismo.

La storia è sempre quella: prima del referendum hanno illuso centinaia di migliaia di contribuenti distribuendo finti regalini sulle pensioni nella legge di Bilancio, ora (dopo aver perso malamente il 4 dicembre) cercano trucchetti per non mantenere quanto loro stessi hanno messo nero su bianco.

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