Nuova legge elettorale

Nuova legge elettorale: per molti, ma non per tutti

BOZZA QUAGLIARIELLO PER NUOVA LEGGE ELETTORALE

Calderoli rinuncia a bissare il successo della sua opera prima, il cosiddetto Porcellum. Al suo posto, entra in scena Quagliariello (Pdl) con una bozza che ha già incassato il niet del Pd. Finocchiaro (Pd) parla di sabbie mobili, Grillo urla al complotto anti Movimento 5 stelle, mentre il candidato premier per il centrosinistra Pier Luigi Bersani, attualmente in missione in Libia, si dice preoccupato dallo sfaldamento del centrodestra (paura di non riuscire non vincere stavolta?).

DAL PORCELLUM AL QUAGLIARIELLUM

Mini-premio di 50 seggi fisso e non modulabile, come prevedeva l'”ascensore” immaginato da Calderoli, e soglia del 40% (coalizione) per ottenere l’ambito premio di maggioranza. Il mini-premio sarebbe un premio di consolazione, nel caso in cui nessuna coalizione riuscisse a raggiungere la soglia prevista per il più corposo premio di maggioranza. Invece del porcello, insomma, toccherebbe una meno succulenta quaglia: sempre meglio di un mattarellum sulla capoccia. O no?

Alla bozza stanno lavorando Gaetano Quagliariello e il relatore Lucio Malan.

BETA TESTING

La bozza per la nuova legge elettorale è stata esaminata dal senatore della Lega e dagli uomini del Pdl. Si attende l’ok di Calderoli per formalizzare e presentare la bozza come emendamento alla commissione Affari costituzionali. Ma c’è un ma: per l’ok di Calderoli, ci vuole l’ok del Pd. E’ la condizione che l’autore del Porcellum avrebbe posto per far proseguire l’iter legislativo alla bozza Quagliarella.

CRASH

Anna Finocchiaro frena subito gli appetiti: niente porcellum e niente quagliarellum. “la bozza Quagliariello non ci piace proprio, dobbiamo cambiarla. Ormai siamo in una condizione di sabbie mobili. Il Pdl cambia continuamente le carte in tavola”.

“Se non facciamo un accordo – continua la Finocchiaro – come andiamo in aula? Ormai il metodo Calderoli dell’ascensore è saltato, ora noi rilanciamo e chiediamo di tornare all’accordo che avevamo fatto molto prima. Almeno mettiamoci d’accordo sull’entità del premietto senza più discutere del testo Calderoli. Noi lavoriamo per un premio che consenta al primo partito un timone saldo per governare il Paese. E per farlo occorre fare i conti con in numeri”.

“Bene ha fatto Bersani – conclude Finocchiaro – a incalzare il Pdl, il presidente Berlusconi e il segretario Alfano affinché dicano cosa vogliono fare con la legge elettorale dicano cosa vogliono fare con la legge elettorale”. Lo ha scritto Angela Finocchiaro in una nota.

Dal canto suo, Quagliariello illustra la questione in modo da scaricare su altri la probabile rottura della trattativa. “Ci siamo spinti a tal punto – dichiara ai cronisti a Palazzo Madama – che far saltare un accordo per 3-4 seggi in più o in meno sarebbe francamente il colmo”. A chi gli chiede se sia disposto a ritoccare in alto la soglia del “premietto”, venendo incontro alle richieste del Pd che ha già bocciato la sua proposta, Quagliariello risponde: “Non credo”. E allora, come sarà possibile arrivare a un’intesa Pdl-Pd? “Vedremo di venirci incontro prima della seduta della commissione Affari costituzionali di oggi pomeriggio”.

La proposta, infatti, non è stata ancora formalizzata in commissione Affari costituzionali. Entro le 17.30, quando riprenderanno i lavori, si saprà se salterà l’accordo sulla legge elettorale con l’arrivo del nuovo emendamento del Pdl al testo di Calderoli su cui si è ragionato nell’ultima settimana arrivando a un passo dall’intesa.

CALDEROLI FAIL

“Posso salvare un ferito ma non resuscitare un morto. Ho fatto di tutto perché si arrivasse a un’approvazione della nuova legge elettorale, ma a questo punto mi rendo conto di essere rimasto da solo e pertanto rinuncio all’accanimento terapeutico”. Lo ha scritto Calderoli, ex ministro delle riforme.

GOMBLOTTO!

Beppe Grillo, nel suo blog, parla di una “corsa contro il tempo dei partiti per eliminare il movimento 5 stelle dalle elezioni politiche 2013”. Grillo spiega che “la commissione affari costituzionali lavora per questo senza sosta alla nuova legge elettorale. La prima mossa è l’abolizione del premio di maggioranza per scongiurare anche la più piccola possibilità che il M5S, in caso di vittoria, disponga della maggioranza parlamentare. La seconda è un emendamento di giornata che dovrebbe imporre ai partiti e ai movimenti di dotarsi di un vero e proprio (?) statuto”.

“L’emendamento bipartisan di Enzo Bianco (pdmenoelle) e Lucio Malan (pdl) prevede che insieme ai simboli delle forze politiche siano depositate le copie degli statuti. Il m5s ha un ‘non statuto’ composto da sette articoli, ma forse per i partiti non sarà sufficiente… Ci vediamo comunque in parlamento. Sarà un piacere”.

WTF?

Ma questa legge elettorale, perché non la si riesce proprio a fare? Il motivo, ci pare, è tanto semplice quanto irrisolvibile: qualsiasi legge elettorale è per molti, ma non per tutti.

Qualsiasi legge elettorale finisce, per furbizia di chi la propone o per contingenze nelle congiunture astrali, con l’avvantaggiare l’una o l’altra parte politica.

Ne deriva che qualsiasi legge elettorale trova di fronte al suo percorso un gruppo politico che, sentendosi svantaggiato, le si mette di traverso. E tutto si blocca. Ha ragione la Finocchiaro: siamo nelle sabbie mobili. E Grillo (come molti italiani) userebbe una metafora assai meno elegante.

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