Nuova sparatoria USA, dopo scuola del Connecticut, ospedale in Alabama

La notizia della sparatoria in Connecticut ha fatto il giro del mondo, le numerosi morti hanno portato il Presidente Barack Obama a intervenire davanti alle telecamere per esprimere cordoglio, solidarietà, e per tentare di sedare le polemiche sulla facilità con cui negli Stati Uniti si riescono ad acquistare armi da fuoco e psicofarmaci.

Un susseguirsi di stragi

Dell’argomento abbiamo ampiamente parlato delle lacrime di Obama davanti alle telecamere, del Presidente che si spende in parole di solidarietà ma nulla fa per arginare il fenomeno del facile accesso alle armi da fuoco, un autentico tabù negli Stati Uniti, che ogni anno causa centinaia di morti. L’ultima strage prima di quella del Connecticut si ebbe nemmeno sei mesi fa, quando un folle fece fuori 12 persone a Denver, alla prima di “Batman, The Dark Knight Rises”, ieri venti persone, e ancora la memoria torna alla strage della Columbine High School, e di altre, forse meno note, che si sono verificate da allora ad ora.

Dopo il Connecticut, l’Alabama

Ebbene, non si è fatto in tempo a commemorare le morti del Connecticut, che a distanza di neanche 48 ore un altro folle impugna un’arma e inizia a sparare a casaccio all’interno di una struttura pubblica. Questa volta si tratta di un ospedale.

Il fatto è avvenuto in Alabama, dove un uomo le cui generalità non sono ancora state rese note, ha aperto il fuoco al quinto piano del St. Vincent Hospital, a Birmingham, nel reparto che, neanche a dirlo, ospita pazienti cardiopatici. L’uomo ha ferito tre persone, fra cui un ufficiale di polizia, prima di essere freddato da un collega dell’agente ferito.

Collateral murders

Non solo stragi, però, che sì fanno clamore, ma non sono gli unici episodi di violenza in USA riconducibili al facile accesso alle armi da fuoco. Ogni giorno, di media, dal 1968 ad oggi, sono state contate 24 morti per arma da fuoco, nel solo suolo statunitense, oltre 9.000 morti l’anno. Sono 400.000 morti per colpo d’arma da fuoco.

Perché dunque, davanti a questi dati agghiaccianti l’utilizzo delle armi da fuoco non viene arginato, rendendo più difficile l’accesso ? E’ presto detto. Ogni anno l’NRA, la più grande associazione per la liberalizzazione delle armi da fuoco su suolo statunitense, dietro cui si celano le lobby che producono le armi, raccoglie dieci volte il denaro che raccolgo, insieme, tutte le associazioni che promuovono l’abolizione della “pistola facile” negli Stati Uniti. Cosa fanno con quei soldi, a parte lavorare alle proprie campagne mediatiche ? Finanziano senatori, politici vari e… presidenti.

 

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