i panni sporchi della sinistra

I panni sporchi della sinistra: l’intervista inedita a Stefano Santachiara

Nel blog di Stefano Santachiara, autore con Ferruccio Pinotti di ‘I panni sporchi della sinistra”, è apparsa una sua intervista inedita con la seguente premessa: “Questa intervista è stata realizzata da un sito locale in occasione della mia presentazione del libro a Modena, ma non ancora pubblicata.”

Non indaghiamo sui motivi che hanno condotto al “ritardo” nella pubblicazione dell’intervista (se mai avverrà…): ci limitiamo a riportarla fedelmente, invitando i nostri lettori a diffonderla il più possibile.

 

C’era una volta il detto i panni sporchi si lavano in casa. Oggi invece “I panni sporchi della sinistra” nato dalla collaborazione fra i giornalisti d’inchiesta Stefano Santachiara e Ferruccio Pinotti, analizza e rilegge minuziosamente le vicende dei principali leader della sinistra.
Da Giorgio Napolitano definito “garante dei poteri forti” alle amicizie pericolose di Bersani e di D’Alema, dalle innovazioni ambigue di Renzi al coinvolgimento di Vendola nella faccenda dell’Ilva, il volume traccia il ritratto di una sinistra a tinte fosche, su cui si allungano le ombre di corruzione, relazioni ambigue e Massoneria. Vengono anche denunciate le presunte collusioni tra PD e criminalità organizzata in terra emiliana. Proprio in occasione della serata modenese di presentazione del libro, il 2 gennaio 2014, abbiamo incontrato Santachiara:

I panni sporchi della sinistra”, di cosa parla?
I panni sporchi della sinistra vuole raccontare la mutazione antropologica della sinistra italiana, che si caratterizza come un processo di involuzione, culturale ed etica. Non c’è più interazione con la società civile e la realtà delle fabbriche. Oggi quella che viene condotta è una lotta per il potere fine a se stesso.

M5S ha collaborato alla organizzazione della serata di presentazione del libro. Qual è la sua opinione su questo movimento, con le elezioni amministrative alle porte?

Il Movimento Cinque Stelle si inserisce nelle lacune lasciate dalla sinistra su molti temi, si lega alla democrazia diretta ma il potere centrale di Grillo e Casaleggio è forte. La situazione di ogni territorio è diversa, in Emilia Romagna il movimento ha dimostrato un grande impegno denunciando politiche ambientali sbagliate come il consumo del suolo e il mancato aggiornamento degli oneri di cava. E’ necessario guardare caso per caso, amministrazione per amministrazione: la mia valutazione odierna sull’operato dei grillini è positiva. D’altra parte non si può fare di ogni erba un fascio nel Partito Democratico, che continua a selezionare i propri dirigenti per cooptazione penalizzando chi merita.

Ci sono anche esempi virtuosi nel PD quindi?

Esistono spinte positive endogene che potrebbero ridare slancio alla sinistra, oggi subalterna ai dogmi dello sviluppo economico, priva di una visione che contempli il necessario progresso sociale. Per restare alla nostra provincia cito il caso di Vignola. Mentre il PD a livello nazionale (e il governo che il nuovo corso di Renzi sostiene) si mostra indifferente se non complice rispetto ad una piaga sociale come la ludopatia, germogliano iniziative virtuose come quella adottata dal sindaco Daria Denti, ossia il cosiddetto censimento no slot che garantisce massima visibilità agli esercenti che dicono no al gioco d’azzardo.

i panni sporchi della sinistra

Il Movimento di Grillo fa larghissimo uso dei media, soprattutto del Web per diffondere le sue iniziative. Cosa ne pensa?

L’uso del web ha senz’altro favorito la partecipazione civile e accresciuto la trasparenza in un mondo opaco come la politica odierna, ma come tutti gli strumenti innovativi presenta delle contraddizioni. Pensiamo alla circolazione delle informazioni in rete, certamente più libera e transnazionale rispetto ai media generalisti di un Paese come il nostro, nel quale editori impuri legati a potere politico ed economico si segnalano per omissioni e manipolazioni sottili; allo stesso tempo però le fonti di molte notizie condivise in rete non sono attendibili e non tutti i cittadini possiedono i mezzi per comprenderlo.

C’è un errore in particolare che il M5S ha compiuto in nome della democrazia diretta della rete?

Un caso di scuola è quello avvenuto in occasione dell’approvazione nella Commissione giustizia del Senato dell ‘emendamento del M5S che abolisce il reato di clandestinità. L’iniziativa dei senatori del Movimento 5 Stelle è stata sconfessata l’indomani da Grillo con la motivazione che non era nel programma e non era passata al vaglio degli elettori.

Fontehttp://stefanosantachiara2.wordpress.com/2014/01/19/sinistra-e-m5s-il-progresso-sociale-e-possibile/

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