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Pensioni anticipate ultime notizie: ecco le novità per lasciare il lavoro prima

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (27 NOVEMBRE 2016) – APE, RITA, CUMULO E OPZIONE DONNA

La riforma pensioni non c’è. Mettiamoci l’animo in pace. Nel pacchetto previdenza, infilato dal governo Renzi nella legge di Bilancio 2017, non c’è niente che ci assomigli.

Si può parlare al massimo di novità slegate fra di loro, senza un filo logico, senza un progetto strutturale e lungimirante, pensate unicamente come spot elettorali prima del referendum costituzionale.

Parliamo di Ape e Rita, delle misure sui lavoratori precoci e sui lavori usuranti, del cumulo e dell‘opzione donna.

Pensioni anticipate, ultime  notizie 27 novembre 2016: tutte le novità per andare in pensione prima

APE E RITA

Tre anni e sette mesi: questo è il massimo di anticipo possibile previsto, rispetto ai requisiti normalmente richiesti dalla riforma Fonero per le pensioni di vecchiaia.

Purtroppo non si tratta della flessibilità in uscita che tutti si aspettavano, visto che l’Ape riguarda soltanto una fascia ristretta di lavoratori anziani non ancora in pensione (gli over 63) e visto che per accedervi è necessario stipulare un mutuo ventennale con una banca privata. Questo almeno nel caso dell’Ape volontaria.

Esiste poi l’Ape social, gratuita (ma destinata solo a chi rispetta dei requisiti molto rigidi in termini di disagio economico) e l’Ape aziendale (per esempio in caso di ristrutturazione), per la quale i costi ricadranno anche sull’azienda.

Le ultimissime che arrivano dopo il primo esame in Parlamento non sono positive, visto che sarà impossibile addizionare l’Ape social con i redditi da lavoro autonomo oltre i 4.800 euro annui (per gli autonomi) e oltre gli 8.000 euro annui (per i dipendenti).

Rita apre la facoltà di accedere al fondo pensione integrativo, per chi ce l’ha, in modo tale da autofinanziare le pensioni anticipate senza indebitarsi a vita con una banca.

LAVORATORI PRECOCI E LAVORI USURANTI

Qui abbiamo una sorta di mini-quota 41 per pochi, anzi pochissimi: parliamo di chi non solo è arrivato a versare 41 anni di contributi, ma aveva già 12 mesi pagati prima del compimento dei 19 anni di età.

Eliminate le penalizzazioni economiche, per chi va in pensione prima dei 62 anni di età.

Cancellando le finestre mobili, ma solo per chi ha svolto lavori considerati usuranti, sarà inoltre un anticipo di 12-18 mesi

Prevedi ancora possibile estensione nei mestieri che possono essere classificati come usuranti.

CUMULO

Avete versato contributi con due o più gestioni diverse? Ora con il cumulo potrete sommarli senza costi aggiuntivi, evitando le spesso più sconvenienti alternative della ricongiunzione e della totalizzazione.

Le ultimissime ci dicono che sarà possibile cumulare i contributi versati alle Casse di previdenza dei professionisti.

Una novità non da poco, visto che potrebbero esserci anticipi anche di otto anni sulle pensioni di vecchiaia.

OPZIONE DONNA

Si riapre alla Camera la via per l’opzione donna. Sei-sette anni di anticipo, in cambio dei pesanti tagli dovuti all’uso esclusivo del calcolo contributivo.

Ora sono dentro anche le lavoratrici che hanno maturato il requisito anagrafico di 57 anni e 3 mesi, 12 mesi in più per autonome, entro gli ultimi tre mesi del 2015.

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