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Pensioni, novità oggi 23 maggio 2016: vi tocca pure indebitarvi

Le novità di oggi (23 maggio 2016) sulle pensioni: parliamo ancora dell’anticipo pensionistico Ape del governo Renzi.

Domani avverrà l’incontro fra i sindacati (Cigil, Cisl e Uil) e Giuliano Poletti (ministro del Lavoro) e Tommaso Nannicini (sottosegretario alla presidenza del Consiglio).

Verranno presentati i provvedimenti che dovrebbero essere inseriti nella legge di Stabilità di fine 2016: non una vera e propria riforma pensioni, piuttosto degli interventi settoriali per alcuni gruppi di lavoratori, come già avvenuto nella finanziaria dello scorso anno.

Come realizzare la flessibilità in uscita senza appesantire la spesa previdenziale? L’unica soluzione pare siano le penalizzazioni: il governo Renzi pensa di studiarne diverse per ogni categoria lavorativa, arrivando fino a una decurtazione del 12% sull’assegno Inps per chi sceglie la pensione anticipata rispetto alle soglie anagrafiche stabilite dalla riforma Fornero.

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Ultime notizie pensioni (23 maggio 2016): senza aumentare la spesa previdenziale, ai lavoratori anziani toccherà indebitarsi con le banche

Le direttive piovute da Bruxelles sono state chiare: le leggi pensionistiche non vanno toccate, vietato aumentare la spesa per le pensioni, fosse anche solo nel breve termine con la prospettiva di un risparmio nel medio termine.

E qui entrano in scena le banche: dovrebbero essere proprio loro a tirar fuori i soldi per pagare gli anni di pensione anticipata (l’Ape ne prevede tre al massimo).

Anni di pensione da restituire poi in comode rate, dopo aver maturato i requisiti stabiliti per le pensioni di vecchiaia.

Ma quanti – fra i nati tra il 1951 e il 1953 – sceglieranno di indebitarsi praticamente a vita per andare prima in pensione (accettando fra l’altro una decurtazione fra l’1% e il 4%?).

Francamente ci pare accettabile solo per chi è davvero con l’acqua alla gola, cioè per quegli over 63 rimasti che hanno perso il lavoro e sono troppo vecchi per trovarne un altro, ma contemporaneamente troppo giovani per la pensione.

Per vincere le elezioni oggi, Renzi fa aumentare i debiti di domani: pagheremo caro i regalini elettorali su pensioni e affini

E gli 80 euro ai pensionati? E l’aumento delle pensioni minime? Matteo Renzi è stato piuttosto vago su questi temi: l’Ue ha concesso una grande flessibilità ai nostri conti pubblici, una sorta di croccantino che è stato gettato a Renzi per aver eseguito gli ordini sulle riforme.

Flessibilità che significa possibilità di investire qualche miliardo nelle consuete marchette elettorali (sempre che non servano per un vero rimborso pensioni, considerando che c’è una nuova sentenza in arrivo). Peccato però che non si tratti di regali, ma di ulteriore debito che presto o tardi il nostro Paese dovrà restituire.

In poche parole, Renzi sta ipotecando il nostro futuro per potersi finanziare le mancette prima delle elezioni.

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