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Pensioni precoci e anticipate: occhio alle novità in arrivo, non cascateci

PENSIONI ULTIME NOVITA’ PRECOCI E ANTICIPATE (21 SETTEMBRE 2016) – NOVITA’ DAL GOVERNO RENZI

Dopo aver esaminato le differenze fra Italia e Ue in tema di previdenza, oggi analizziamo le ultime notizie sulle pensoni per lavoratori precoci e anticipate (Ape).

Partiamo proprio da questo strano prestito pensionistico, battezzato “Ape” dal governo Renzi, attraverso il quale gli over 63 potranno avere le loro pensioni anticipate da un uno a circa tre anni, rispetto all’attuale requisito anagrafico stabilito dalla riforma Fornero per le pensioni di vecchiaia.

Pensioni anticipate con l’Ape (novità oggi 21 settembre 2016): allo studio metodi per renderle a costo zero in alcuni casi particolari

Si tratta, in poche parole, di fare un mutuo ventennale con una banca, da restituire a rate mensili. Bell’affare direte voi: sarà purtroppo visto come un salvagente da chi non ha altra scelta, essendo rimasto senza lavoro e senza pensione.

Secondo le notizie dell’ultima ora sulle pensioni, i datori di lavoro dovrebbero sobbarcarsi i costi di rimborso dell’Ape nei casi di ristrutturazioni o crisi aziendali. Altre novità dovrebbero arrivare in seguito al prossimo incontro previsto per martedì 27 settembre 2016, un tavolo di lavoro in cui i tecnici metteranno in chiaro le linee guida da seguire sulle pensioni per l’imminente legge di Bilancio.

Andando nel dettaglio, per il rimborso Ape “aziendale” verrà usato lo 0.3% di indennità di mobilità foraggiato dalle imprese fino a ora, si parla quindi di circa 600 milioni di euro all’anno.

Questa indennità nel 2017 non ci sarà più: ci troviamo dunque di fronte a una sorta di gioco delle tre carte, togli lì e metti lì, ma il risultato resto lo stesso come in un gioco a somma zero.

Si sta valutando dunque la possibilità di un fondo utilizzabile dalle aziende per finanziare l’anticipo pensionistico in alcune situazioni particolari.

Sono allo studio anche altre ipotesi, ma l’impressione rimane sempre la stessa: si tratta di accorgimenti tecnici per sostenere una misura che, oggi come oggi, appare vantaggiosa solo per banche e assicurazioni.

Perché, anche se in alcuni casi sarà apparentemente a costo zero per i lavoratori, questi soldi verranno recuperati in altri modi meno “visibili”. E resta il gravissimo fatto di creare un precedente: cioè considerare normale che la previdenza pubblica non sia più in grado di garantire il diritto alle pensioni senza ricorrere al supporto di istituti privati.

quota 41

Novità pensioni precoci: archiviata la quota 41, non resta che il contentino del bonus contributivo per avere il vostro voto al referendum costituzionale

Attendiamo dunque questo incontro con i sindacati, rimandato di una settimana, previsto ora per il 27 settembre: si tratterà dell’ultima spiaggia per trattare sulle pensioni prima della legge di Bilancio.

Purtroppo per la quota 41, misura tanto agognata dai lavoratori precoci, di speranze ce ne sono ben poche: le parole di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, suonano come una pietra tombale sulla possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, senza se e senza ma.

Resterebbe aperta solo la possibilità di concedere 4-6 mesi di contributi extra a chi ha iniziato a lavorare prima dei diciotto anni.

Insomma, prima del referendum costituzionale vedremo sicuramente mirabolanti promesse sulle pensioni, nella speranza di indurre determinate categorie di elettori a votare Sì: ma stando ai fatti, sulle pensioni non è previsto niente che modifichi sostanzialmente la situazione attuale, dettata dall’intoccabile legge Fornero.

 

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