Pensioni novità Renzi

Pensioni, tutte le novità escogitate dal governo Renzi per farvi votare Sì al referendum

PENSIONI (ULTIMISSIME NOVITA’ 16 LUGLIO 2016) – Continuiamo la panoramica sulla riforma previdenziale in stile Renzi, ovvero: come convinco gli anziani a votare sì al referendum?

La risposta è semplice: bisogna promettere qualcosa che faccia desiderare a pensionandi (soprattutto lavoratori precoci over 60) e pensionati che il governo Renzi non cada, visto che la sua sopravvivenza è legata a doppio filo al risultato del referendum. Il messaggio che deve passare è insomma questo: “Se cado io, voi vi perdete questi bei regali. Pensateci bene prima di votare No!”.

In crisi totale di consensi nei sondaggi elettorali, Matteo Renzi ha così scoperto l’esistenza delle pensioni: quelle che ha ignorato per due anni e mezzo di governo, quelle a cui ha negato la maggior parte del rimborso dovuto (sancito da una sentenza della Corte costituzionale), quelle a cui aveva promesso la flessibilità in uscita nella scorsa legge di Stabilità, per poi dire all’ultimo momento che doveva pensarci qualche mese di più (e ne sono passati parecchi ormai).

Pensioni novità Renzi

Pensioni (16 luglio 2016): le novità del governo Renzi. Vi bastano per votare Sì al referendum costituzionale?

E cosa ha in mente di offrirci Matteo Renzi per convincerci a votare Sì al referendum costituzionale? Speriamo qualcosa di meglio, starà pensando qualcuno di voi, dell’Ape (Anticipo pensionistico), visto che indebitarsi per 20 anni con una banca, partendo dalla veneranda età di 67 anni, non è esattamente una proposta che non si può rifiutare.

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Vediamoli allora nel dettaglio, aiutandoci anche con l’infografica che vede qui sopra. Quota 67 anni: come è noto, ci concedono le pensioni sempre più tardi (secondo le buste arancioni, i trentenni e i quarantenni di oggi andranno in pensione a 75-70 anni) perché abbiamo la colpa di campare troppo a lungo. C’è quindi l’idea di rallentare questo processo e portare l’età pensionabile a 67 anni solo nel 2021. 

Altri punti, su lavori usuranti e lavori precoci, temi molto sentiti da chi si spacca la schiena da decenni. Si prevede un’estensione della platea dei lavoratori soggetti ad usura, con il probabile inserimento degli operai edili e dei ferrovieri addetti alla guida dei treni. Per i lavoratori precoci si immagina invece una riduzione a 41 anni (la famosa quota 41) della quantità minima di contributi versati per ottenere la pensione, senza calcolare l’età anagrafica.

Pensioni anticipate: si parla di abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni (beato lui).

Sul cumulo si progetto di eliminare la barriera dei 20 anni di versamenti a diverse gestioni previdenziali, mentre sulla rivalutazione delle pensioni si prospetta un passo indietro rispetto al disastro combinato dal governo Monti nel 2011, con il ritorno al vecchio sistema di rivalutazione.

Pensioni, ultime novità 16 luglio 2016): parole, parole, parole. Troppo tardi, caro governo Renzi. Per fare qualcosa sulla previdenza hai avuto due anni e mezzo di tempo

Quest’ultima è quella a cui crediamo di meno: proprio chi non è stato in grado di fare un rimborso pensioni adeguato (su una ventina di miliardi non erogati ne sono tornati indietro circa un paio), viene oggi a prometterci che le pensioni torneranno a essere rivalutate come prima?

Per la quota 41, già auspicata da molti e da molto tempo, pure vediamo poca credibilità: si tratta di una misura di certo non a costo zero e l’Italia, almeno finché sarà guidata da un governo filo-Ue, ha le mani legate sulla spesa previdenziale, impossibile da aumentare se si vuole restare nei vincoli che ci incatenano a Bruxelles.

Infine, nel DEF (Documento di Economia e Finanza) non è previsto niente del genere, quindi non è chiaro quando e come il governo Renzi avrebbe intenzione di realizzare questi progetti, quindi di difficile inserimento nella legge di Stabilità di fine anno.

 

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