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Pensioni ultime notizie: Boeri, 6 milioni sotto i 1.000 euro

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (7 LUGLIO 2016) – La flessibilità in uscita viene da tempo invocata dall’Inps e dai lavoratori anziani, costretti dai rigidi requisiti della Riforma Fornero a restare sul posto di lavoro fino alla soglia dei 70 anni.

Tito Boeri, presidente Inps, ha espresso parziale insoddisfazione per come stanno andando le cose, parlando alla Camera dei deputati nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Inps. Basta “interventi estemporanei e parziali”, sì invece a un “intervento organico” sul sistema pensionistico: purtroppo, aggiungiamo noi, non si vede nulla del genere all’orizzonte. Nell’agenda del governo Renzi, ancora una volta, si parla solo di toppe, fra l’altro peggiori dello strappo (pensiamo all’Ape, anticipo pensionistico, che propone in pratica di indebitarsi per 20 anni con una banca in cambio di uno-due-tre anni di pensione anticipata…).

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Pensioni ultime notizie (7 luglio 2016): Boeri non le manda a dire, Inps continua a invocare intervento strutturale su flessibilità in uscita

Proprio a proposito dell’Ape, Tito Boeri ha spiegato che è innegabile come delle rate ventennali costituiscano una decurtazione in pratica permanente per le pensioni del futuro. Certo, l’Ape è una libera scelta, purtroppo – e chi segue le nostre ultime notizie sulle pensioni lo sa – a noi pare che nella pratica si traduca in una via di uscita obbligatoria per chi è rimasto senza stipendio e non ha ancora una pensione: meglio quindi indebitarsi, pur di avere subito un’entrata mensile.

Boeri ha inoltre definito le salvaguardie per gli esodati come misure costose e inadeguate, così come è stato irrisorio l’utilizzo del part-time agevolato, usato nel suo primo mese di esistenza da circa un centinaio di lavoratori.

Pensioni ultime notizie (7 luglio 2016): 6 milioni di pensionati sotto i mille euro al mese

Sul fronte delle novità positive, il presidente Inps ha voluto rasserenare gli animi sui timori per lo stato del bilancio del nostro sistema pensionistico: le pensioni in pagamento saranno erogate regolarmente anche in futuro, in quanto garantite dalle leggi dello Stato.

Si è toccato anche il nodo sui prelievi alle pensioni d’oro, confermato da una recentissima sentenza della Corte costituzionale.

Boeri ha infine dichiarato che il Jobs act non ha comportato un aumento dei licenziamenti: su questo punto però, se ci consentite ancora di dire la nostra, aspetteremmo di far passare ancora un po’ di acqua sotto i fiumi, fino a quando cioè non si saranno esauriti i tre anni di sgravi fiscali. A quel punto, qualcosa ci dice che qualche licenziamento lo vedremo.

Chiudiamo con uno dei dati più preoccupanti di tutti in queste ultimissime news sulle pensioni: il 38% dei pensionati, circa 6 milioni, percepisce un assegno Inps mensile inferiore ai 1.000 euro.

 

 

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