Pensioni novità Renzi

Pensioni ultime notizie: con Ape di Renzi, indebitati e dimezzati

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (9 MAGGIO 2016) – Con l’avvicinarsi delle elezioni arrivano gli annunci sulle novità per le pensioni.

Il cosiddetto Ape del governo Renzi, del quale esistono logo e simbolo ma mancano come al solito i dettagli, ha da subito destato qualche perplessità.

E’ interessante la riflessione che fa oggi il sito affaritaliani.it, basandosi sulle linee guida delle pensioni anticipate “alla Matteo Renzi“. Per chi non lo sapesse, l’Ape è stata pensate per i lavoratori classe 1051-53, in modo tale da mandarli in pensione con qualche anno di anticipo.

Sembra tutto molto bello, ma dietro il rassicurante annuncio si celano dei problemi tecnici (chiamiamoli così) non di poco conto.

pensioni ultime notizie Renzi

Pensioni ultime notizie (9 maggio 2016): con la novità Ape, fra penalizzazione e rimborso rate, si rischia più di una piccola puntura indolore

Problemino: questi anni di pensione anticipata, al massimo tre, rischiano di costare carissimo a chi sceglierà di usufruire della novità sulle pensioni. Primo, Ape prevede un prestito per gli anni di anticipo rispetto all’età per la pensione di vecchiaia. Secondo, ci saranno anche delle penalità da dover accettare.

Risultato, su un assegno mensile di 1.500, fra debito da restituire a rate e decurtazioni, si tratta di una perdita di 560 euro al mese. Ancora peggio nel caso di una pensione più consistente, da 3.000 euro: il taglio arriverebbe a 1.390 euro, cioè quasi un dimezzamento dell’assegno Inps.

La sensazione dunque – ragionando sugli elementi che ci forniscono le ultime notizie sulle pensioni – è quella di ritrovarsi di fronte a un flop annunciato, un po’ come avvenuto per il Tfr direttamente in busta paga, uno spot elettorale buono per i talk show e per le slide in conferenza stampa, ma decisamente meno nel mondo reale. Chi è disposto a devastarsi così tanto per andare in pensione due o tre anni prima?

A questo vorremmo aggiungere un dubbio sulla fascia di età a cui si è deciso di indirizzare questa misura: include quegli esodati per cui ci sono già state diverse salvaguardie, nonché persone che nel 2017 saranno così vicine alla pensione da preferire il tirare la carretta un altro annetto, piuttosto che farsi salassare.

Insomma, una riforma pensioni seria latita, di flessibilità in uscita vera neanche a parlarne e l’Ape di Renzi sembra fatta di carta.

 

 

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