opzione donna pensione a 57 anni

Pensioni ultime notizie opzione donna: polemica fra i comitati, petizione sulla proroga

PENSIONI ULTIME NOTIZIE OPZIONE DONNA (10 GIUGNO 2017) – AGGIORNAMENTI DELL’ULTIMA ORA

Dopo  le news sul ricalcolo della pensione, oggi torniamo al tema dell’opzione donna.

Ci risiamo: il nodo è sempre quello, cioè la flessibilità in uscita, cioè trovare modi per offrire una scappatoia alle strettissime maglie della riforma Fornero.

Con la solita storia che la coperta è troppo corta (tranne quando si tratta di salvare le banche, in quel caso 20 miliardi vengono fuori dal cilindro come se niente fosse), nell’ultima legge di Bilancio del governo Renzi (ultima in tutti i sensi) non si è trovata o non si è voluta trovare una quadra per mandare qualche anno prima in pensione i lavoratori anziani.

Quota 41, pensioni che dovrebbero essere concesse senza se e senza ma, rimane una possibilità solo per pochissimi, cioè per alcuni lavoratori precoci che rispettano dei rigidi criteri contributivi.

E per quanto riguarda l’Opzione donna, la proroga per questo tipo di pensioni anticipate vale solo per poche fortunate nate nel 1957-1958.

Una scelta sulle pensioni rosa che ha causato non poche reazioni fra i diversi gruppi e comitati che difendono la possibilità di andarsene in pensione qualche anno prima per “godersi i nipotini” (tanto per citare l’ex Premier che, a parole, era un grande tifoso di questa soluzione).

Pensioni ultime notizie (10 giugno 2017): opzione donna, le diverse voci dei comitati a difesa della proroga

“Opzione Donna Proroga al 2018” è un gruppo che ha lanciato una petizione, diretta al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al suo predecessore, a Mattarella, a Poetti, alla Boschi, a Boeri, più altre personalità politiche, per chiedere di intervenire in modo più deciso sulla possibilità di uscita anticipata con 57 anni di età e 35 anni di contributi versati.

Un altro gruppo, il “Comitato Opzione Donna Social” ha aderito all’iniziativa, pur muovendo alcune osservazioni critiche. Dice Orietta Armiliato, una delle amministratrici: “Sta girando una petizione per chiedere la proroga della misura dell’opzione Donna immagino con solo fine di sensibilizzazione poiché, come sappiamo occorrono almeno 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento ed inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione, dunque il traguardo risulterebbe piuttosto ambizioso e credo che nessuno pensi di poterlo raggiungere. Tuttavia e ribadendo che siamo convinte che non ci sarà una Proroga della misura dell’Opzione Donna, condividiamo il link per poter aderire all’iniziativa, poiché riteniamo che possa essere un’iniziativa comunque funzionale a sensibilizzare le istituzioni tutte, affinché anche tramite questo appello, prendano atto di quelli che sono i bisogni delle donne ed i loro desiderata previdenziali e si risolvano a prendere in considerazioni iniziative atte a colmare quel vuoto normativo che si è venuto a creare a danno delle donne, con particolare attenzione al riconoscimento ed alla valorizzazione dei lavori di cura”.

C’è poi il “Movimento Opzione Donna”. che per voce dell’amministratrice Lucia Rispoli dice: “Ciascuna è libera di firmare o meno la petizione promossa dal gruppo opzione donna proroga al 2018, resta inteso che il movimento opzione donna lo farà in modo ufficiale per le proprie iscritte, invitandole a firmare, laddove una petizione per ‘la proroga opzione donna al 2018 per tutte le donne’ venga lanciata con la firma e logo anche del movimento opzione donna e in tal caso, anche il movimento promuoverà in ogni luogo ed in ogni forma possibile, la firma della petizione”.

 

 

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