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Pensioni ultime notizie Quota 41: per Renzi non ce la meritiamo, precoci beffati

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (23 NOVEMBRE 2016) – ADDIO QUOTA 41

Lavoratori precoci, fatevene una ragione: per il governo Renzi 41 anni di contributi versati non bastano per meritarsi di andare in pensione.

Le speranze per la Quota 41 senza se e senza ma sono definitivamente evaporate.

La Quota 41 sarà non un diritto per tutti, ma solo una mancetta elettorale per pochi fortunati (che meritano senz’altro di poter lasciare il lavoro, ma non in questo modo, non come se fosse un obolo in cambio del voto).

Le ultime novità sulle pensioni non lasciano dubbi a riguardo, nella Legge di Bilancio 2017 la Quota 41 non ci sarà.

Pensioni ultime notizie (23 novembre 2016):  lavoratori precoci beffati, la quota 41 sarà per pochissimi

Da diritto, con il governo Renzi andare in pensione diventa una sorta di regalo che lo Stato fa ai più bisognosi: sarà infatti necessario essere disoccupato di lungo corso, avendo quindi già percepito il sussidio di disoccupazione, per ricevere il proprio trattamento pensionistico.

In alternativa, dovete essere disabili, avere un parente disabile da assistere oppure aver svolto un mestiere considerato gravoso (la lista dei lavori reputati tali, almeno, ha possibilità di essere estesa).

La Commissione di bilancio sta esaminando gli emendamenti alla manovra finanziaria, ma non ci sono buone notizie per chi sperava per una quota 41 per tutti.

Sera sono aperti spiragli per l’opzione donna e per l’ottava salvaguardia per gli esodati, gli emendamenti a favore di un’estensione della quota 41 non sono tutti fatti fuori come zanzare.

La scusa del governo Renzi è ovviamente la stessa di sempre: la coperta è troppo corta.

Stranamente, i soldi per fare altro si trovano sempre. Quando si tratta di comprare aerei da guerra, fare favori alle banche, approvare sgravi fiscali per far contenta Confindustria, allora la  coperta si allunga magicamente.

Dopo 1000 giorni di nulla sulle pensioni, il governo di Matteo Renzi si è ricordato del lavoratori anziani a pochi giorni dal referendum costituzionale.

E lo ha fatto nel suo stile. I provvedimenti del pacchetto pensioni hanno infatti un’unica linea guida, che è quella di usare il minor numero di quattrini possibile, facendoli piovere addosso a quanta più gente possibile.

Da qui nasce l’aumento della quattordicesima o il cumulo gratuito per i contributi di gestioni separate.

In 1000 giorni di governo, Renzi non solo non ha corretto le storture della riforma Fornero, ma ha pure beffato i pensionati a cui sarebbe toccato un rimborso integrale per la rivalutazione congelata dal governo Monti, come avrebbe dovuto fare dopo la sentenza della Corte costituzionale.

Senza tralasciare il fatto che i truffati delle quattro banche popolari, i famosi obbligazionisti secondari, hanno generalmente i capelli bianchi (e ci hanno rimesso i risparmi di una vita).

Nonostante questo, secondo i sondaggi, sono proprio gli anziani quelli che voteranno più Sì che No: ma allora siamo proprio dei fessi?

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