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Pensioni ultime notizie: regalini su anticipate e quattordicesima, povero chi ci crede

PENSIONI ULTIME NOTIZIE OGGI (20 OTTOBRE 2016) – COSA CI ASPETTA NEL 2017

I rischi legati alla legge di Stabilità 2017 non vanno trascurati: le ultime novità sulla riforma pensioni (chiamiamola così, per modo di dire) non lasciano sperare nulla di buono. Manca totalmente una visione del futuro previdenziale del nostro Paese.

Il governo Renzi si è limitato a usare i pochi soldi a disposizione per far arrivare un contentino al maggior numero di persone: una Ape social qui, un aumento della quattordicesima lì, uno sconto sul cumulo dei contributi e pensioni anticipate per pochi fortunati.

Provvedimenti slegati fra di loro, senza un piano lungimirante. L’unico filo conduttore è questo: Matteo Renzi non ha più nulla da perdere, quindi è disposto a giocarsi tutto ora, anche a costo di scaricare i problemi sul futuro.

Pensioni ultime notizie oggi (20 ottobre 2016): dopo due anni e mezzo di nulla, Renzi si gioca tutto con i regalini ai pensionati

Considerato che con la vittoria del No al referendum costituzionale, Matteo Renzi sarebbe politicamente finito, è chiaro che in queste settimane è pronto a concedere e promettere di tutto. Ma può davvero farlo?

Certo che no. Perché l’Italia non è un’isola indipendente, ma è legata a doppio filo con i vincoli europei. E i “regalini” pensionistici di oggi potremmo pagarli cari domani, visto che sono fatti a deficit e potrebbero evaporare l’anno prossimo, con una solenne bocciatura dell’Ue. Ma cosa importa a Renzi? Quello che conta è arrivarci all’anno prossimo.

Archiviate le speranze di vedere sostanziali modifiche alla riforma Fornero, i rigidi requisiti della legge varata con il governo Monti restano invariati: si aprono spiragli per le pensioni anticipate soltanto per alcune categorie di lavoratori, in particolare i lavoratori precoci, ma non tutti, solo coloro che hanno contributi versati per almeno 12 mesi prima del compimento del 19esimo anno di età.

Per loro ci sarà una sorta di mini-quota 41, con un anticipo di 10 mesi per le donne e di un anno e 10 mesi per gli uomini, rispetto a quanto prescritto dalle leggi vigenti.

Sulla quattordicesima c’è poco da dire: è il classico bonus alla Renzi, di democristiana memoria. Allargando la platea dei beneficiari con circa un milione di pensionati sotto i mille euro in più, Renzi si accattiva le loro simpatia infilandogli in tasca qualche decina di euro a testa.

Pensioni ultime notizie (oggi 20 ottobre 2016): senza il rilancio dell’occupazione, qualsiasi riforma previdenziale è inutile

Per carità, niente di male a dare qualcosina di più a chi ha di meno: il problema è che non si risolve così la sostenibilità delle pensioni. Come gli ultimi dati sul lavoro dimostrano, le politiche del lavoro di Renzi sono state fallimentari, gli effetti degli sgravi fiscali e del Jobs act sono già evaporati, i licenziamenti aumentano e le assunzioni diminuiscono. E’ stato tutto un bluff, statistiche gonfiate – ad esempio – considerando occupato anche chi ha lavorato un’ora retribuito con un voucher.

Stiamo facendo le cose al contrario: prima bisogna rilanciare l’occupazione e dopo, con l’aumento dei contributi versati, è possibile aumentare le pensioni minime in modo strutturale. La logica del bonus invece è attraente a livello elettorale, ma non dura nel tempo: l’aumento della quattordicesima può sparire da un momento all’altro, alla prima tirata d’orecchi da parte di Bruxelles.

Il peggio ce lo siamo lasciati per la fine, cioè l’Ape (anticipo pensionistico). Di fatto è successo questo: prima hanno alzato il requisito per le pensioni di vecchiaia quasi a 67 anni di età, poi ci hanno detto che se vogliamo andare in pensione uno, due o tre anni prima (come succedeva tranquillamente precedentemente alla riforma Fornero) adesso è necessario pagare il pizzo a banche e assicurazioni, indebitandoci con un mutuo ventennale da risarcire a botte di quasi il 5% della pensione (per ogni anno di anticipo, quindi si arriva quasi al 15% di assegno Inps in meno per chi va in pensione tre anni prima, penalizzazione surreale!).

 

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