Pensioni novità Renzi

Pensioni ultime notizie: Renzi fa il furbo sul conguaglio 2016

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (3 GENNAIO 2016) – Ricordate i tagli vergognosi agli assegni Inps subiti nel 2015?

A causa del meccanismo della perequazione automatica (basato sulla crescita del Pil e dell’inflazione), l’anno scorso le pensioni subirono delle decurtazioni (in media 12 euro ogni mille).

In quell’occasione il governo Renzi non ritenne opportuno bloccare la sforbiciata a danno dei pensionati, come aveva fatto il suo predecessore guidato da Enrico Letta.

Guarda un po’, a questo giro l’ex sindaco Matteo Renzi ci ha ripensato: la legge di Stabilità 2016 rimanda infatti il conguaglio che avrebbe causato una piccola diminuzione delle pensioni, sia per l’una tantum della rivalutazione eccessiva e sia per l’adeguamento alla rivalutazione definitiva.

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Pensioni ultime notizie (3 gennaio 2016): Renzi rimanda i tagli per non indispettire gli anziani prima delle elezioni?

Badate bene, la parola magica è che questa: è stato tutto semplicemente rimandato, così come sono stati rimandati l’aumento dell’Iva e quello delle accise sui carburanti.
Come mai Renzi ha deciso di rimandare tutte queste patate bollenti al 2017? Forse perché nel 2016 ci sono due elezioni importanti (Amministrative e referendum costituzionale)?
C’è insomma poco da gioire se le pensioni non subiranno le diminuzioni avvenute nel 2015: a elezioni finite, con ogni probabilità i tagli si ripresenteranno con gli interessi.

Pensioni ultime notizie (3 gennaio 2016): l’unica novità positiva arriva dalla Consulta

Gli unici che ci guadagnano qualcosa nel 2016, come si legge sul Sole 24 ore, sono gli italiani che percepiscono assegni fra le tre e le sei volte il minimo Inps: ma non grazie al governo Renzi, bensì grazie alla famosa sentenza della Consulta sulla rapina effettuata dal governo Monti.
Altra sorpresina per i pensionati, come abbiamo anticipato nelle nostre ultime notizie sulle pensioni, è che questo mese gli assegni Inps saranno accreditati il secondo giorno bancabile, il che significa il 4 gennaio per gli uffici postali e il 5 gennaio per gli accrediti sul conto corrente.
Attenzione: anche se il governo Renzi ha elevato il tetto per i pagamenti in contante a 3.000 euro, i pagamenti della Pubblica Amministrazione conservano il vecchio limite di 1.000 euro. Se la vostra pensione è superiore non potrete quindi ritirarla interamente di persona allo sportello.

 

 

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