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Pensioni ultime notizie: Renzi, novità che minano reversibilità

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (16 FEBBRAIO 2016) – Le ultimissime news sulle pensioni di reversibilità stanno infiammando il dibattito politico.

Taglio agli sprechi, “razionalizzazione” come la chiamano a Palazzo Chigi, oppure ennesima rapina sulle pensioni?

Spieghiamo cosa sta succedendo: in una delega governativa (“Disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e e al sistema degli interventi e dei servizi sociali“) il governo Renzi è intenzionato a trasformare alcune prestazioni previdenziali in prestazioni assistenziali (è quello che loro chiamano “riordino”…).

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Pensioni ultime notizie (16 febbraio 2016): reversibilità, da diritto a forma di assistenza

Fra queste rientrano le pensioni di reversibilità, le quali saranno legate al reddito ISEE del coniuge superstite. Badate bene: esistono già meccanismi che progressivamente riducono la reversibilità quanto più la vedova o il vedovo è benestante.

Dov’è allora lo scandalo in queste ultime notizie sulle pensioni? Motivo numero uno, lo Stato ci sta dicendo che la reversibilità non è più un sacrosanto diritto che i lavoratori meritano in virtù dei contributi versati in decenni di lavoro, bensì un’elemosina che lo Stato concede solo ai meno fortunati.

Motivo numero due: la reversibilità non verrebbe tolta solo alle vedove oggettivamente ricche, visto che l’asticella ISEE è fissata a livelli bassissimi, basta quindi poco per perdere i requisiti necessari (per esempio avere una casa di proprietà oppure convivere con un figlio che guadagna 500 euro al mese in un call center…).

Pensioni ultime notizie (16 febbraio 2016): la reversibilità è un diritto di tutti, difendiamolo. Votiamo NO al referendum costituzionale, governo Renzi a casa

A chi pensa che in Italia la spesa previdenziale è troppo alta e che ridurre la platea che riscuote la reversibilità sia una buona idea, diciamo un altro paio di cose.

Primo: chi già la riscuote non sarà toccato dal ddl, visto che sarà valido solo dal momento della sua entrata in vigore e non retroattivamente. Quindi riguarda voi, non chi già ne gode.

Secondo: la spesa previdenziale in Italia è alta per colpa delle inefficienze dell’Inps (che ad esempio spreca soldi con mosse di immagine come la busta arancione che prevede quando andrai in pensione e quanto riscuoterai, previsione valida quanto un oroscopo perché basterebbe una nuova riforma per cambiare tutto, come sanno bene gli esodati che sono stati investiti dalla riforma Fornero) e, soprattutto, per le pensioni d’oro. Ben 4 pensionati su 10 riscuotono meno di mille euro al mese, per diminuire la spesa previdenziale si dovrebbe mettere un tetto massimo, non togliere diritti a chi più ne ha bisogno.

Il governo Renzi, proprio come Tsipras in Grecia, sta semplicemente seguendo i diktat che piovono da Bruxelles: i famigerati burocrati dell’Ue impongono all’Italia di ridurre la spesa pubblica e Renzi esegue (anche se poi davanti alle telecamere abbaia contro l’Ue).

Per ridurre la spesa pubblica stiamo riducendo i diritti: prima è toccato alle pensioni d’invalidità e all’accompagnamento (diventati fattori di reddito ISEE), ora tocca alla reversibilità.

La soluzione? Mandare a casa il governo Renzi votando NO al referendum costituzionale e costringendolo alle dimissioni.

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