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Pensioni ultime notizie: riscatto gratis della laurea, ghiotta novità da Baretta

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (7 LUGLIO 2017) – IL RISCATTO GRATIS DELLA LAUREA SI FARA’? BARETTA APPOGGIA LA PROPOSTA

Dopo le brutte novità sull’età pensionabile, passiamo alle ultimissime sul riscatto gratis della laurea, una proposta che per adesso rimane tale, ma che incassa l’appoggio del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.

L’idea sarà oggetto di discussione oggi a “Facciamolo sapere”, la riunione degli studenti appartenenti ai Giovani democratici. Sarà presente il sottosegretario Baretta a spiegare la sua idea.

“Si tratta di una contribuzione gratuita fissa per gli studenti universitari che completano, entro la durata legale, il proprio percorso di studi”, spiega Andrea Bassi sul Messaggero.

Due i punti fondamentali per una novità che potrebbe influire non poco sulle pensioni dei futuro dei nostri giovani (si pensa ai nati fra il 1980 e il 2000):

“Il primo è che a beneficiare del riscatto gratuito, saranno soltanto i nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti Millenials”. Al ministero si sono accorti insomma che chi ha carriere discontinue rischia di non riuscire ad avere una pensione dignitosa alla fine del suo percorso di lavoro. Il secondo”, si legge sul quotidiano romano, “è che lo Stato verserà i contributi figurativi all’Inps solo per quei Millenials che avranno finito gli studi universitari nei tempi stabiliti. I fuori corso, insomma, non potranno avere accesso all’agevolazione”.

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Va bene, ma quanto costa? No, perché ormai siamo abituati al fatto che la coperta è sempre troppo corta, basti pensare ai fondi insufficienti per l’Ape sociale o al mancato rimborso delle pensioni, la cui rivalutazione venne bloccata dal decreto “Salva Italia” del 2011 (Governo Monti).

Su questo Baretta si dice però fiducioso, visto che la sua idea sarebbe “meno onerosa degli altri progetti che sono sul tavolo”.

Di quali proposte parla? La prima è l’assegno di garanzia, analogo in qualche modo all’odierna integrazione delle pensioni minime, cioè quel “rabbocco” che lo Stato versa per far arrivare il pensionato al minimo Inps, cioè circa 500 euro.

L’altra possibilità è un contributo – anche in questo caso a carico dello Stato – di una contribuzione figurativa,  “all’inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto a tempo determinato” e, soprattutto, per chi lavora a singhiozzo.

 

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