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Riforma pensioni 2016: pretendiamo novità o si salvi chi può

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (5 MARZO 2016) – Dopo le novità sulla flessibilità in uscita, oggi tentiamo di capire quale potrebbe essere il futuro delle pensioni in Italia e in Europa.

A voler rispondere brutalmente, potremmo subito dire che questo futuro non c’è. Le pensioni pubbliche sembrano destinate a sparire in modo graduale, morendo in lenta agonia: la tendenza è quella di mandare i lavoratori sempre più tardi in pensione e con assegni previdenziali sempre più leggeri. Fino a far sparire di fatto le pensioni e trasformarle in prestazioni assistenziali, cioè elemosine di Stato con cui sopravvivere a malapena.

I nati negli anni ’80 sono già stati avvertiti dalle ultime notizie sulle pensioni di questi giorni: la riforma Fornero li manderà in pensione non prima dei 70 anni e con trattamenti decisamente inferiori a quelli dei loro genitori e dei loro nonni.

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Riforma pensioni (novità 5 marzo 2016): addio al lavoro sempre più tardi, assegni Inps sempre più leggeri. Sarà un futuro senza previdenza?

Questo se, naturalmente, non interverranno importanti novità a cambiare lo scenario pensionistico italiano. Ma, a giudicare dalle indicazioni dell’Ue, è poco realistico aspettarci miglioramenti in tal senso: da Bruxelles ci hanno detto chiaramente che le riforme pensionistiche fatte in passato (quindi la legge Fornero) non vanno toccate, altrimenti l’Italia rischierebbe grosso sul fronte dei conti pubblici.

La spesa pubblica va tagliata per obbedire alle imposizioni dell’Ue, il che vuol dire tagliare senza pietà sulle pensioni e sulla Sanità (sono le spese maggiori per lo Stato e, purtroppo, tagliando sulla Sanità inevitabilmente molti di noi moriranno con qualche anno di anticipo… arrivare alle pensione potrebbe diventare più difficile anche per questo).

Guardando fuori dai confini nazionali, in Grecia vediamo l’eliminazione dell’EKAS (fondo integrativo per le pensioni minime) e in Inghilterra la Royal London (principale compagnia previdenziale britannica) ci spiega che le attuali generazioni dovrebbero lavorare fino a 81 anni per avere pensioni sufficienti a una vita dignitosa.

Riforma pensioni (ultime notizie 5 marzo 2016): senza un governo che porti vere novità siamo spacciati

Come potete constatare, questa veloce carrellata di considerazioni e news sulle pensioni dipinge un quadro piuttosto deprimente.

A nostro parere, le alternative sono due. O rassegnarsi al fatto che è giusto non avere più un lavoro stabile, risparmi sicuri, una casa di proprietà e pensioni dignitose.

Oppure cambiare gestione: solo un governo capace di ribellarsi ai diktat europei può cambiare il nostro futuro. Renzi, al contrario dei suoi bisticci fasulli con Juncker, finora ha sempre eseguito alla lettera gli ordini piovuti dagli uffici di Bruxelles.

Se si sceglierà la resa, sarà un si salvi chi può. Dovremo arrangiarci, chi potrà si metterà da parte una pensione integrativa privata, chi non potrà dovrà adeguarsi a una pensione-elemosina e a far la fila alla Caritas (se ci sarà ancora fra 30-40 anni). Aggiornamenti 5 marzo 2016, ore 10.42.

 

 

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