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Pensioni ultime notizie trattenute: tagli in arrivo grazie al ricalcolo firmato Renzi

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (22 MARZO 2017) – ALLARME TRATTENUTE, E’ RICALCOLO VOLUTO DA GOVERNO RENZI

Mentre Silvio Berlusconi promette almeno mille euro di pensione per tutti, arrivano gli effetti della legge di Bilancio 2015 voluta dal suo legittimo erede, l’ex Premier ed ex segretario Pd Matteo Renzi.

Parliamo delle trattenute che impietose pioveranno su noi poveri mortali che dobbiamo lavorare un po’ di più di quattro anni e sei mesi per avere le nostre pensioni, a differenze dei signori in Parlamento.

“Avete capito bene” (citazione Berlusconi): secondo le ultimissime news, ci saranno dei tagli sugli assegni Inps a causa del ricalcolo contributivo sancito dalla legge di Bilancio 2015.

Assegni diminuiti perché, cambiate le regole in modo retroattivo, adesso risulta che avete preso troppi soldi negli ultimi anni. E quindi ve li riprendono in automatico.

Ribadiamo questo concetto: non c’è stato alcun errore tecnico da parte dell’Inps. Non è che avete preso più soldi del dovuto e ora giustamente li restituite. Funziona che avete preso quello che dovevate prendere con le regole precedenti, poi hanno cambiato le regole e ora risulta che avete preso troppo. In buona sostanza, è un prelievo forzoso sulle pensioni (che novità, direte voi…).

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Pensioni ultime notizie, oggi 22 marzo 2017: cosa cambia con le disposizioni della legge di Stabilità 2015 e perché ci saranno dei tagli

Facciamo un passo indietro. Con la riforma Fornero è stato sancito il calcolo contributivo dell’importo pensionistico per tutti, dal 1° gennaio 2012 in poi. Tutto quindi fondato sui contributi versati e non sugli ultimi stipendi percepiti, come avveniva per il calcolo retributivo.

In generale il calcolo contributivo rende meno, ma talvolta avviene proprio il contrario, cioè per certi lavoratori è più conveniente il contributivo del retributivo, a fronte della somma complessiva di contributi versati.

Succede a chi, usufruendo del retributivo fino al 2011, dispone di una considerevole anzianità e di retribuzioni superiori ai 46.000 euro l’anno, quindi sopra la prima fascia pensionabile del calcolo retributivo.

Senza massimale sulle retribuzioni, il trattamento pensionistico finale diventa più alto rispetto a quello retributivo, che contempla un progressivo abbassamento di rendimenti in proporzione inversa all’aumento della retribuzione pensionabile.

A questo punto, arriva la legge di Stabilità 2015 del governo Renzi che dispone quanto segue: l’Inps deve  applicare fino al 2011 il sistema retributivo e dal 2012 invece il calcolo contributivo. A questo punto le pensioni vanno calcolate interamente con il retributivo e si esegue un confronto con la somma ottenuta rispetto al precedente assegno pensionistico e, nel caso in cui la prestazione ottenuta dal retributivo sia più bassa, al pensionato viene attribuita una pensione calcolata interamente con il retributivo.

Dal 1° gennaio 2015 sono entrate in vigore le nuove regole, ma l’Inps è in ritardo con la tabella di marcia e solo nell’ultima ora ha iniziato a eseguire i ricalcoli, ai quali seguirà l’invio del TE08, cioè il novello provvedimento di liquidazione.

Il ricalcolo investirà anche chi, precedentemente al 1° gennaio 2015, ha ricevuto la liquidazione delle pensioni.

Quanto detto, tuttavia, pare entrare in conflitto con la sanatoria Inps che non contempla la restituzione degli indebiti. Finirà il tutto in un mare di ricorsi?

 

 

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