pensioni ultime novità oggi

Pensioni ultime novità 10 novembre: post fondamentale, sintesi cambiamenti ultimi mesi

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (10 NOVEMBRE 2016) 

Oggi riprendiamo alcune delle news più importanti degli ultimi mesi sulle pensioni, per fare un punto della situazione sull’imminente riforma, in arrivo con la legge di Bilancio 2017.

ULTIME NOVITA’ SULLA RIFORMA PENSIONI DEL GOVERNO RENZI (14 OTTOBRE 2016)

Cosa cambia con il pacchetto previdenza del governo Renzi? C’è chi infatti preferisce parlare di un “pacchetto” contenente una serie di misure settoriali, piuttosto che di una riforma pensioni strutturale e lungimirante.

E questo qualcuno ha ragione: la riforma Fornero resta intatta. Dal governo Renziarrivano soltanto dei miseri contentini, infilati nella legge di Bilancio proprio a pochi giorni dal referendum costituzionale.

Scordatevi la quota 41 per tutti e la tanto annunciata flessibilità in uscita: ci sono soltanto dei bonus e delle agevolazioni usate come esca per tirare in barca qualche voto in più il prossimo 4 dicembre.

Riforma pensioni ultime novità (14 ottobre 2016): quota 41 solo per pochi lavoratori precoci e quattordicesima a pioggia per raccapezzare voti al referendum

Dell’Ape (anticipo pensionistico) abbiamo già abbondantemente trattato nelle nostre ultime notizie sulle pensioni: gli altri punti salienti sono l’aumento della quattordicesima e lo “sconto” per i lavoratori precoci sulle pensioni anticipate.

Nel primo caso i dettagli naturalmente sono ancora da definire, visto che siamo abituati ai dietrofront e ai ripensamenti del governo Renzi(l’anno scorso la flessibilità in uscita saltò all’ultimo momento): tuttavia, grosso modo, si tratterà di alzare l’asticella di reddito per gli aventi diritto alla quattordicesima (quindi per pensioni minime e pensioni, pare, fino a circa mille euro al mese), aumentando contestualmente l’importo anche a chi già ne ha diritto.

Insomma, la quattordicesima diventa un modo per mettere dei soldi extra in tasca a circa tre milioni di elettori. Purtroppo la filosofia del bonus funziona solo a livello di urne: senza un reale aumento dell’occupazione (e quindi non a botte di voucher e finti contratti indeterminati) non può esserci un flusso di contributi previdenziali sufficienti a garantire la sostenibilità futura dei trattamenti pensionistici.

Ultime notizie riforma pensioni (14 ottobre 2016): il governo Renzi ci prova, appena 1.5 miliardi di misure previdenziali per strizzare l’occhio a milioni di elettori

Per quanto riguarda i lavoratori precoci, lo sconto dovrebbe essere di un anno e 10 mesi per gli uomini e di un anno per le donne: se oggi i primi possono andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre le donne se la cavano con 12 mesi di meno, nel 2017 le pensioni anticipate dovrebbero essere garantite a 41 anni.

Con la condizione di aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età. Una quota 41 formato ridotto, quanto basta per poterla sbandierare sui titoli di giornale.

La mancanza di visione è totale: qui si cerca soltanto di distribuire contentini spendendo il minimo possibile e raggiungendo il massimo possibile di persone, proprio come avvenuto con gli 80 euro in busta paga.

Per non farsi abbindolare, bisogna riflettere su un semplice fatto: la nostra legge di Bilancio è soggetta a una verifica vincolante dell’Ue. L’Unione europea può dare un ok con riserve, stabilendo di riesaminare la finanziare nella prossima primavera (è già successo l’anno scorso).

Quindi i regalini che il governo Renzi infilerà nella legge di bilancio, a costo di dover aumentare il rapporto deficit\PIL (in poche parole, aumentando il nostro debito), potranno tranquillamente essere revocati l’anno prossimo. Quando sarà troppo tardi per pentirsi di aver svenduto la nostra costituzione per dei soldi a forma di boomerang.

PENSIONI ULTIME NOVITA’ OGGI (23 AGOSTO 2016) – Mentre andare in pensione diventa sempre più difficile, continuano le news dell’ultima ora sulla “riforma” del governo Renzi.

Le virgolette non sono casuali, visto che sulle pensioni l’esecutivo renziano non sembra avere le idee chiare, né tanto meno un piano lungimirante e strutturale. L’impressione è che, semplicemente, dopo due anni e mezzo di nulla sulle pensioni sia arrivato il momento di tirar fuori qualche bonus, visto che il referendum costituzionale è sempre più vicino.

E così si inseguono ultime notizie sulle pensioni minime, sulla quattordicesima e su altri punti cruciali per i lavoratori anziani, in particolare quelli che per decenni hanno svolto lavori usuranti o che sono “precoci“, cioè hanno iniziato a versare contributi prima dei 18 anni.

Ultime notizie pensioni (oggi 23 agosto 2016): il governo Renzi punta su quattordicesima, precoci e anticipo pensionistico

Come intervenire sulle pensioni più basse? Il governo Renzi sta pensando a due vie: aumentare la quattordicesima a chi già la prende oppure estendere il numero degli aventi diritto, alzano la soglia massima di reddito per poter essere beneficiari a circa 12.000 euro l’anno.

Sempre per i pensionati meno fortunati, allo studio c’è la possibilità di allargare la no tax area, portandola a 8.000 euro per gli over 75 e a 7.750 euro per gli under 75 (quindi, in entrambi i casi, 250 euro in più rispetto ai tetti attuali).

Ancora: sul tavolo c’è un bonus contributivo per gli anni di contributi versati prima del compimento della maggiore età. Si parla di 4-6 mesi di contributi figurativi in più. E’ da capire però quanti degli italiani che hanno iniziato a versare contributi fra i 14 e i 18 anni potranno essere inclusi in questo bonus contributivo.

Pensioni ultime novità (oggi 23 agosto 2016): un bonus qui e uno là, ma la riforma non ci sta. Il governo Renzi a caccia di voti per il referendum fa piovere qualche spicciolo, ma la flessibilità in uscita e la quota 41 non si vedono

Si tratta di provvedimenti che, per quanto non siano da disdegnare, non vanno a intaccare le problematiche fondamentali del nostro sistema pensionistico, cioè l’età pensionabile che si sposta sempre più in là e il rapporto di forze fra occupati e pensionati, sempre più pendente verso questi ultimi. Senza investimenti sul lavoro e senza una vera flessibilità in uscita, senza misure forti con la tanto agognata quota 41, questi “bonus” servono soltanto a far contente piccole cerchie di elettori, sperando di convincerli a votare Sì al referendum costituzionale. I conti non tornano e ci sarebbe appena un miliardo e mezzo da spendere nel settore pensioni.

Ma se fin qui, quanto meno, si tratta di interventi che danno un aiutino a chi se la passa peggio, quando arriviamo a parlare dell’Ape (anticipo pensionistico) c’è davvero qualcosa che non va. Già il principio di far passare la previdenza sociale attraverso banche e assicurazioni private, poco ci piace: ma ci piace ancora meno se la proposta consiste nell’indebitarsi per 20 anni con una banca, un mutuo da rimborsare a partire dai 67 anni, per poter andare in pensione anticipata al massimo di 3,7 annni.

Una proposta indecente che può essere accettata soltanto da chi non ha altre vie d’uscita, cioè dagli over 63 rimasti senza reddito da lavoro e senza pensione. Francamente, giudicando dai dettagli che filtrano dalle ultime novità sulle pensioni, l’Ape sembra un modo per mettere in mano alle banche la bellezza di 350.000 lavoratori italiani (numero stimato per i primi tre anni di vita dell’anticipo pensionistico alla Renzi).

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (2 AGOSTO 2016) Al Governo Renzi non tornano i conti e i soldi per i bonus scarseggiano: più che di riforma, si parla di sei piccoli interventi acchiappa-voti.

E non si sa se piangere per le risate o per la disperazione. Chi sperava in una vera flessibilità in uscita, nella quota 41 o comunque in nuove possibilità per le pensioni anticipate, resta deluso in modo cocente.

Detti alla spicciolata, le novità per la riforma pensioni del governo Renzi sono queste: l’Ape (Anticipo pensionistico), ricongiunzione gratis per i contributi versati con diverse gestioni, estensione per quattordicesima e no tax area, più lavori contemplati nella lista degli “usuranti” e bonus contributivo per i lavoratori precoci.

Insomma, invece di pensare a dare una riassestata strutturale a un sistema pensionistico congelato dalla riforma Fornero, il governo Renzi ha cercato di spendere le poche risorse disponibili per le pensioni (si parla circa di un miliardo e mezzo) per gratificare questa o quella cerchia di persone con il classico “bonus” alla Renzi, nella speranza di raccattare i loro voti in vista del referendum costituzionale.

Vediamo le novità una a una.

Pensioni ultime novità (2 agosto 2016): la mini-riforma del governo Renzi in sei punti. Ape, ricongiunzione gratuita e quattordicesima

1) Ape: l’anticipo pensionistico è il peggio del peggio fra le proposte messe sul tavolo dal governo Renzi, tanto che anche Susanna Camusso (segretario Cgil) ha espresso un parare negativo. In soldoni, si tratta di andare in pensione qualche anno prima (da un minimo di uno a un massimo di tre anni), ma a caro prezzo, visto che i soldi per pagare le mensilità anticipate li metterebbe una banca: la proposta è destinata agliover 63 ai quali, in pratica, si chiede di accendere una mutuo ventennale, da iniziare a pagare alla veneranda età di circa 67 anni (cioè allo scattare delle pensioni di vecchiaia).

Non solo: ci sarà anche una decurtazione sulla pensione, dall’1% fino al 7-8%.

2) Ricongiunzione gratuita: con questa misura diventerebbe possibile sommare i contributi versati in diverse gestioni senza i costi ingenti previsti oggi come oggi. Somma che sarebbe valida sia per le pensioni di vecchiaia che per le pensioni anticipate.

3) Quattordicesima: il bonus (500 euro al massimo), percepito dai pensionati con redditi sotto i 10.000 euro annui, potrebbe venire esteso alle pensioni fino a 13.000 euro.

La mossa sarebbe elettoralmente interessante, visto che i beneficiari in più sarebbero circa due milioni di pensionati. Ma forse è troppo costosa e allora l’alternativa sarebbe dare il contentino a chi già la prende, aumentandola di qualche spicciolo (del resto le Europee 2014 hanno dimostrato che 80 euro al mese bastano e avanzano per conquistare le simpatie elettorali), oppure fare un bonus flessibile, inversamente proporzionale al reddito.

Pensioni ultime notizie (2 agosto 2016): no tax area, lavoratori precoci e lavori usuranti

4) No tax area: l’esenzione fiscale oggi è valida fino ai 7.750 euro fino ai 75 anni, 8.000 euro oltre i 75 anni. L’idea del governo Renzi sarebbe quella di alzare il tetto della no tax area a 8.124, stessa soglia dei lavoratori dipendenti.

5) Precoci: si tratta dei lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi fra i 14 e i 18 anni, ma con almeno un anno interamente coperto. A ogni anno di contributi versati in minore età potrebbe essere corrisposto un bonus di 4-6 mesi di contributi pagati dallo Stato, in modo tale da mandare diversi precoci un pensione con 41 anni di contributi totali. Ma c’è davvero da sperare in questa specie di “quota 41” per molti, ma non per tutti? Fino a poco tempo fa un’idea del genere era stata definita molto costosa.

6) Lavori usuranti: anche qui le opzioni al vaglio sono diverse, fra cui l’allargamento dei lavoratori che svolgono attività considerabili “usuranti”, sempre nell’ottica di permettere di andare in pensione almeno con un minimo di anticipo, ad esempio eliminando le finestre d’uscita, quindi il periodo che intercorre fra la maturazione dei requisiti per le pensioni e quello della fattiva erogazione del primo assegno Inps.

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (29 LUGLIO 2016)Governo Renzi, l’obiettivo della vittoria al referendum costituzionale passa anche dalle pensioni. Ci sono circa tre mesi di tempo per convincere lavoratori anziani e pensionati che la sopravvivenza del governo Renzi conviene anche a loro: detto in altre parole, per convincerli a votare Sì alla riforma costituzionale.

Nelle ultimissime news sulle pensioni di ieri abbiamo passato in rassegna le sei novità in cantiere.

Oggi vediamo le cinque proposte che effettivamente verranno fatte dal governo Renzi ai sindacati, nel corso dell’incontro che si terrà proprio in giornata.

Si tratta dell’Ape (anticipo pensionistico), di misure per i precoci, delle ricongiunzioni non onerose, della quattordicesima e dei lavori usuranti. Niente da fare per la quota 41, considerata troppo dispendiosa per i conti pubblici. Dimentichiamoci quindi una vera flessibilità in uscita: andare in pensione in Italia continuerà a essere sempre più difficile, come hanno certificato gli ultimi dati Inps su pensioni di vecchiaia e assegni sociali. E gli 80 euro anche ai pensionati? Niente da fare anche in questo caso, nonostante gli annunci di Matteo Renzi: le nostre pensioni continueranno a essere magre (basti pensare che quelle sotto i mille euro solo il 38%)

Pensioni ultime novità dal governo Renzi (29 luglio 2016). nell’incontro con i sindacati si parla di Ape e precoci

1) L’Ape: Tommaso Nannicini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è l’ideatore dell’anticipo pensionistico, misura destinata a chi ha un’età superiore ai 63 anni. Come funziona? Parliamo di un prestito bancario assicurato, sotto la tutela dell’Inps, della durata di venti anni. Non solo: le pensioni saranno anche decurtate di una certa percentuale, variabile a seconda dell’ammontare del trattamento pensionistico e del numero di anni di pensione anticipata (minimo uno, massimo tre). Detto in parole povere, si tratta di accendere un mutuo alla veneranda età di 63-65 anni, con il quale la banca finanzia gli assegni mensili precedenti all’accesso alla pensione vera e propria, per poi essere indebitati per 20 anni, cioè fino a 87 anni! Avete paura di morire prima di riuscire a saldare il vostro debito con la banca? Tranquilli: ci pensano le assicurazioni a coprire il rischio di decesso prematuro.

In poche parole: dopo una vita di lavoro, per andare in pensione un po’ prima dovete indebitarvi fino alla tomba. Chi ci guadagna? Banche e assicurazioni. Chi può accettare simili condizioni capestro? Ovviamente solo chi non ha altra scelta, cioè gli over 63 rimasti senza lavoro e senza pensioni.

2) Precoci: avete versato contributi prima dei 18 anni di età? Siete in buona compagnia allora: si calcola che i lavoratori in questa condizione siano almeno 3,5 milioni, con stime che vanno a un massimo di 4,8 milioni. Questi lavoratori precoci potrebbero andare in pensione con 41 anni di contributi più il bonus che il governo Renzi dovrebbe riconoscere per i contributi versati fra i 14 e i 18 anni di età, aumentandoli di 4-6 mesi per ogni anno lavorato. Il numero di uscite anticipate potrebbe essere difficilmente sostenibile per la nostra spesa previdenziale, si cerca quindi di ridurlo. La quota 41 resta un sogno.

Governo Renzi e pensioni, ultime novità oggi (29 luglio 2016): si parla anche di quattordicesima, lavori usuranti e ricongiunzioni

3) Quattordicesima: due le possibilità per rimpolpare le quattordicesime percepite dai pensionati. Circa 80 euro in più a chi già è beneficiario, cioè che riceve pensioni intorno ai 750 euro al mese, oppure aumentare la soglia di reddito che dà diritto alla quattordicesima, portandola  1.250 euro mensili. In questo modo la platea di pensioni si estenderebbe da 1,2 milioni a 2 milioni e mezzo. E’ forse qui che il governo Renzi si gioca di più la partita del regalino elettorale pre-referendum: 1,3 milioni di pensionati in più con il diritto alla quattordicesima, un bel bacino elettorale.

4) Ricongiunzioni non onerose: avete versato i contributi in gestioni diverse? Saprete allora che la ricongiunzione è piuttosto costosa: questi oneri potrebbero essere eliminati. Come? Cancellando il requisito minimo per la singola gestione e facendo valere la somma delle diverse gestioni sia per le pensioni anticipate che per quelle di vecchiaia.

5) Lavori usuranti: Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha annunciato interventi anche in questo settore, con un possibile blocco dell’aspettativa di vita e dei calcoli ad essa legati.

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (OGGI 14 LUGLIO 2016)Fmi e Confindustria hanno già parlato chiaro: sono dalla parte del Sì al referendum costituzionale di ottobre. Già questo dovrebbe sollevare più di qualche sospetto: le riforme costituzionali fanno bene ai cittadini o fanno bene ai poteri forti dell’economia e della finanza (due tipi di interessi che difficilmente vanno di pari passo)? E sul fronte pensioni, come potrebbe influire un’eventuale vittoria di Matteo Renzi?

Se non vi basta vedere Fmi e Confindustria fra i tifosi della riforma, forse vi convincerà vedere che anche dalle parti di Bruxelles sono sostenitori del Sì al referendum. Proprio gli stessi burocrati e tecnocrati che Renzi attacca davanti alle telecamere, ma che poi nei fatti non mette mai in discussione. Gli stessi che hanno voluto la riforma Fornero, gli stessi che hanno messo il veto all’Italia per cambiarla, paventando sfaceli sul fronte dei conti pubblici.

Pensioni ultime novità oggi (14 luglio 2016): il governo Renzi ha continuato le politiche filo-Ue di Monti e Letta

Perché Matteo Renzi se ne è uscito con l’Ape (Anticipo pensionistico), invece che con una vera riforma pensioni in grado di offrire una vera flessibilità in uscita? Perché questo governo sta proponendo agli over 63 di indebitarsi per 20 anni con le banche, per poter andare in pensione con due o tre anni di anticipo?

Perché Matteo Renzi non ha erogato un rimborso pensioni degno di questo nome, dopo la clamorosa sentenza della Corte Costituzionale? Perché se l’è cavata restituendo circa il 12% del maltolto, sottratto ai pensionati da una norma a firma della Fornero, risalente al governo Monti?

Basta osservare i fatti per accorgersi che la politica sulle pensioni non è cambiata di una virgola: Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, tutti presidenti del Consiglio non passati attraverso il voto, tutti fedeli alle direttive di Bruxelles, da dove oggi arrivano i complimenti per la raccolta firme dei comitati del Sì.

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“Ci è stato espresso apprezzamento e sostegno” per un cammino che “comincia a dare risultati importanti e che ha nel referendum un appuntamento importante” per riforme istituzionali “fondamentali”. Serve davvero altro per capire che queste riforme non sono utili agli italiani, bensì a Fmi, Ue e Bce?

Pensioni ultime novità oggi (14 luglio 2016): con 4,5 milioni di poveri assoluti, questo governo pensa a massacrare la Costituzione

E’ molto probabile che prima del voto, previsto per ottobre o al massimo per il 6 novembre, Matteo Renzi tenti un colpo di scena per prospettare gustosi regalini ai lavoratori anziani e ai pensionati. Regalini che naturalmente arriverebbero soltanto in caso di vittoria del Sì. Non fatevi ingannare.

Questi signori sono fedeli alla linea Ue in tema di spesa previdenziale, riassumibile su due capisaldi intoccabili: concedere le pensioni sempre più tardi e renderle sempre più magre, in modo tale che solo chi potrà permettersi di accantonare fondi integrativi con pensioni private (e quindi fare il gioco di banche e assicurazioni) avrà una vecchiaia dignitosa.

Per questo, se ci tenete alla vostra pensione, fatevi un favore: a ottobre mandate a casa questo governo, nei fatti uguale a quello di Monti e di Letta, e nelle prossime elezioni scegliete qualcuno che non sia un seguace di Bruxelles.

 

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