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Pensioni ultime novità: le sei idee del governo Renzi per farvi votare Sì

PENSIONI ULTIME NOVITA’ (28 LUGLIO 2016) – Il referendum costituzionale e le notizie sulle pensioni in arrivo dal governo Renzi hanno un legame profondo: al termine della pausa di agosto, a Pier Carlo Padoan (ministro dell’Economia), Giuliano Poletti (ministro del Lavoro) e compagnia, non restano che un paio di mesi per convincere gli italiani a votare Sì al referendum sulla riforma costituzionale. Cioè, implicitamente, a votare Sì alla sopravvivenza del governo Renzi.

E allora, dopo due anni e mezzo in cui le pensioni non sono mai state in agenda, ma soltanto negli annunci e nelle promesse, è tutto un fermento sul fronte previdenziale, al punto tale che il governo Renzi si degna persino di confrontarsi con i sindacati di categoria.

Le proposte che rimbalzano nelle news dei giornali sono parecchie e ne avremo conferma solo nella legge di Stabilità: ricordiamoci che l’anno scorso la flessibilità in uscita, cioè nuove forme di pensioni anticipate, era stata data per garantita, salvo poi saltare all’ultimo momento e restare fuori dalla finanziaria valida per il 2016: risultato, in Italia è sempre più difficile lasciare il lavoro.

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Pensioni ultime novità (28 luglio 2016): le news da Damiano, Poletti e Nannicini. Nuovo scivolo per dipendenti e mini-riforma da 1,5-2 miliardi

Fra le varie voci, una delle ultimissime e quella sullo scivolo verso la pensione, ottenuto attraverso contributi extra versati non dal dipendente, bensì dal datore di lavoro. Previo accordo, per l’azienda sarebbe possibile concordare un’uscita anticipata con il lavoratore, erogando contributi aggiuntivi e senza tasse. In questo modo si otterrebbero delle pensioni anticipate o, in alternativa, dei trattamenti pensionistici più arrotondati verso l’alto. Oggi come oggi, i quattrini destinati allo scivolo vanno al dipendente, non sono esentasse e vengono quindi persi in parte.

Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si è intanto confrontato con la minoranza Dem e ha auspicato di trovare un punto di incontro con i sindacati entro settembre. Ma tira aria da braccino corto: per la riforma pensioni (si fa per dire, trattandosi di interventi minimi, settoriali e non organici) il governo Renzi sembra voler andare al risparmio, non oltre il miliardo e mezzo, mentre Cesare Damiano (presidente commissione Lavoro della Camera ed ex ministro) chiede l’utilizzo di almeno un paio di miliardi.

Pensioni ultime novità (28 luglio 2016): le sei trovate del governo Renzi per sopravvivere al referendum costituzionale. Basteranno per convincere gli anziani a votare Sì?

Cosa ha intenzione di fare il governo Renzi?

Primo, l’Ape (anticipo pensionistico): su questo stendiamo un velo pietoso, come abbiamo già fatto più volte nelle ultimissime sulle pensioni.

Secondo, estensione della no tax area.

Terzo, allargamento della platea dei beneficiari della quattordicesima: dovrebbe spettare a un paio di milioni di pensionati in più (forse per riducendolo rispetto agli attuali 500 euro di media).

Quarto, bloccare l’aspettativa di vita per i lavori usuranti e bonus contributivi per i lavoratori precoci per gli anni lavorati prima del compimento del diciottesimo anno di età.

Quinto, proroga dell’opzione donna, cioè assegni Inps calcolati interamente con il sistema contributivo.

Sesto, l’ottava salvaguardia per gli esodati (ne resterebbero circa 30.000). Questi ultimi due interventi sono i più sicuri, visto che le risorse sono già state accantonate in passato.

E questo è tutto: francamente un po’ pochino, ma, con il Pil meno pimpante del previsto, a Matteo Renzi non restano molti soldi per i suoi bonus acchiappa-voti sulle pensioni. Basteranno sei contentini per convincere i nostri anziani a svendere la Costituzione?

 

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