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Pensioni ultimissime notizie: Quota 41 per tutti, emendamento M5S bocciato

PENSIONI ULTIMISSIME NOTIZIE (29 NOVEMBRE 2016) – M5S VUOLE QUOTA 41 PER TUTTI

Dopo le ultime notizie su perequazione e tagli nel 2017, oggi torniamo a parlare di Quota 41, argomento che è croce e delizia per chi si interessa di pensioni.

Cos’è la Quota 41? In poche parole: ho pagato 41 anni di contributi e voglio andare in pensione. Punto. Senza se e senza ma.

A dirla così non sembrerebbe una grande pretesa, ma evidentemente per i nostri politici stiamo chiedendo la Luna.

Il governo Renzi con la legge di Bilancio 2017, in approvazione nei prossimi giorni, ha tolto ogni speranze a riguardo. La Quota 41 non ci sarà.

Le uniche novità a riguardo riguardano i lavoratori precoci, i quali potranno andare in pensione con 41 anni di contributi versati, con almeno 12 mesi pagati prima dei 19 anni di età. Roba per pochi, insomma (pochi che se lo meritano, intendiamoci, ma noi vorremmo che fosse un diritto per tutti e non un regalino elettorale per pochi).

Pensioni ultime notizie (29 novembre 2016): possiamo scordarci Quota 41 se continuiamo con Renzi. L’emendamento M5S per averla oggi è stato bocciato

Non volete arrendervi? Volete la Quota 41? Allora votate No al referendum costituzionale: è l’unica via che può riaprire uno spiraglio per le vostre speranze.

“Da anni il nostro gruppo politico porta avanti questa battaglia che vuole stabilire un principio valido per tutti, non solo per i lavoratori #precoci: si deve andare in pensione con 41 anni di contributi, senza penalizzazioni”.

Lo ha scritto in un post Davide Tripiedi, deputato del M5S: un emendamento dei pentastellati ha infatti richiesto la Quota 41 (per tutti) in legge di Bilancio 2017. Anche Catalfo e Cominardi, altri portavoce M5S, hanno scritto a riguardo.

La maggioranza del governo Renzi si è giustificata con la mancanza di risorse per coprire le spese necessarie alla Quota 41 per tutti.

Ma secondo il M5S è la “più grande bugia” che potevano raccontarci.

“Se pensiamo infatti ai poco più di 23 miliardi di euro approvati per le spese militari per il 2017, cifra resa nota dall’osservatorio Mil€x e confermata dal Ministro della Difesa Pinotti, c’è da rabbrividire. Continuano a sperperare miliardi e miliardi di euro per grandi opere inutili dettate dal clientelismo”.

“Senza voler scatenare una guerra tra lavoratori, dico solo che c’è gente che è andata in pensione con 30 anni di contributi, prima che la legge Fornero entrasse in vigore. Discorso simile per chi ha potuto accedere all’assegno a soli 40 anni di età, e qui mi riferisco alla classe politica. La condizione dei precoci è paradossale, al limite della follia, e ricordiamo che la mancata attuazione di un provvedimento in proposito non farebbe altro che sfavorire un giusto ricambio generazionale penalizzando i giovani lavoratori. Non escluderemmo nemmeno un aumento ulteriore dell’età pensionabile, prodotto dall’impropria valutazione del parametro dell’aspettativa di vita“.

Insomma: prima tutti erano d’accordo sulla Quota 41, al momento di quagliare se la sono squagliata, bocciando l’emendamento M5S.

Per questo diciamo che votare No è l’unica scelta per reagire a questo sopruso: evitiamo una pessima riforma costituzionale, mandiamo a casa un governo che si è ricordato dei pensionati dopo tre anni di nulla, solo qualche giorno prima del referendum, e torniamo alle urne per votare qualcuno che abbia più a cuore le sorti di lavoratori anziani e pensionati.

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