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Pensioni ultimissime novità: dati choc 2016, impossibile lasciare lavoro

PENSIONI ULTIMISSIME NOVITA’ (22 LUGLIO 2016) – Dopo le notizie sul bonus quattordicesima, oggi i dati Inps su nuove pensioni e assegni sociali.

Si tratta di numeri sconcertanti, cifre che rappresentano una situazione di stallo drammatica: gli anziani non riescono ad andare in pensione, i giovani non riescono a iniziare a lavorare.

I dati sono relativi al primo semestre del 2016 e vengono messi a confronto con gli analoghi dell’anno precedente.

Le nuove pensioni liquidate sono state appena 189.851. Si tratta di un calo di circa 100 mila unità rispetto ai primi sei mesi  del 2015, quando i nuovi pensionati sono stati 287.826.

Ancora peggio va per gli assegni sociali, quasi dimezzati: si è passati da 25.939 a 13.912, con una drastica diminuzione del 46.4%.

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Pensioni ultime novità (22 luglio 2016): effetto riforma Fornero, i nuovi pensionati diventano sempre più rari

Naturalmente non si tratta di frutto del caso o dell’avverso volere degli Dei, bensì della solita Legge 2014 del 2011, meglio nota come legge o riforma Fornero. Nel 2016 infatti, come previsto dalle norme varate dal governo Monti, è aumentato il requisito di età per le pensioni di vecchiaia, con un incremento iperbolico per le donne: le lavoratrici dipendenti oggi devono avere 18 mesi di più rispetto all’anno scorso per poter andare in pensione, mentre alle lavoratrici autonome serve “appena” un anno extra.

Altri numeri nel dettaglio: nuove pensioni per commercianti, passate da 28.466 a 17.450; pensioni parasubordinati, da 17.040 a 12.241.

Insomma, per i nostri anziani sta diventando sempre più difficile, se non impossibile, lasciare il lavoro: il tutto motivato con i conti pubblici da sistemare e con l’aumento dell’aspettativa di vita (che, a nostro umile parere, è soltanto teorico: soprattutto se consideriamo i continui e ingenti tagli alla sanità pubblica!).

Ultimissime novità pensioni (22 luglio 2016): l’Ue ha blindato la legge Fornero e il governo Renzi ha obbedito, non modificandola. Solo mandarlo a casa potrà darci una speranza di salvezza

Di fronte a uno scenario del genere, si capisce come mai al governo Renzi sia venuta in mente un’idea tanto geniale come l’Ape (anticipo pensionistico): mancando la possibilità e la volontà politica di una riforma pensioni vera e a lungo termine (visto che l’Ue ci impone di non sgarrare e di contenere la spesa previdenziale), non si è trovato di meglio che fare l’ennesimo favore a banche e assicurazioni, proponendo agli over 63 di indebitarsi a vita pur vedere le proprie pensioni prima della tomba (per chi non lo sapesse, l’Ape consiste ne farsi finanziare da una banca gli anni – massimo tre – di pensione anticipata, per poi restituirli in 20 anni a rate).

E attenzione: la situazione è destinata a peggiorare, visto che nel 2018 l’età minima per le pensioni di vecchiaia aumenterà ancora (anche in questo caso, è tutto scritto nel testo della riforma Fornero).

L’Ue ci ha detto chiaramente che le riforme pensionistiche del passato non vanno toccate e il governo Renzi sta eseguendo a bacchetta: l’unica speranza per noi cittadini è quella di mandarlo a casa votando No al referendum costituzionale e, quando prima o poi ci faranno la grazia di nuove elezioni, mandare al governo del Paese una forza politica non succube di Bruxelles.

 

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