Poste Italiane: vuoi fare il postino? Ci vuole la laurea con 102

Mi sono imbattuto in questi giorni nelle ultime offerte di lavoro di Poste Italiane: come da tradizione, ormai, assumono postini e addetti allo smistamento per tre mesi al massimo, senza possibilità di rinnovo del contratto.

Mentre i sindacati e il governo litigano sul Jobs Act e sull’articolo 18, le Poste hanno già avviato da tempo la precarizzazione selvaggia. Pochi raccomandati lavorano da trent’anni con discusse qualità professionali mentre una mandria di precari entra ed esce con lo stesso ritmo delle lettere nella buca.

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Fatta questa premessa, spieghiamo l’intoppo. Recandomi nella sezione “Lavora con noi” del sito, sono saltato dalla sedia nel leggere l’annuncio per lavorare come postino e addetto allo smistamento. Fra i requisiti, ecco cosa si legge:

Diploma di scuola media superiore con votazione minima 70/100 o diploma di laurea, anche triennale, con votazione minima 102/110.

Prima di gridare allo scandalo ho bevuto un sorso d’acqua, per poi rileggere. Avevo capito bene, e avete capito bene anche voi. Per fare il postino ci vuole il diploma (e una serie di altre competenze), come è giusto che sia. Però se siete laureati, paradossalmente, la laurea non basta ma occorre un voto che sia pari o superiore a 102/110. Nella mia situazione, se tutto andrà bene, fra un paio di mesi sarò laureato in Giurisprudenza: ad oggi, che sono ancora diplomato, posso ambire a lavorare per Poste Italiane. Se, invece, non riuscissi a laurearmi con almeno 102 non potrei più.

FONTE ARTICOLO: WWW.DAVIDEMARCIANO.COM

postelaurea

Qualcuno potrebbe storcere il naso e chiedersi: perché un laureato vuole fare il postino? Andate a domandarlo a qualche vostro amico laureato e disoccupato che, in tempi di vacche magre, si accontenta di fare tutto.

Ora non sto qui a fare la polemica sul funzionamento del mercato del lavoro: ho già provveduto in altre occasioni, e non mancherò di continuare a farlo. Dubito che si tratti di un errore, anche perché le parole sono pietre. Molto probabilmente, infatti, da Poste Italiane sperano di “sbarazzarsi” dei laureati (che magari vanno a fare i postini con il cuore nei calzini, mentre la vecchia zia impiegata da una vita col diplomino li chiama “bamboccioni”)  per assumere solo diplomati. Ma che magnanimi! E noi che pensavamo che la laurea fosse un titolo di studio superiore rispetto al diploma. Lo credevamo, pensate un po’, mentre ci iscrivevamo all’Università e trascorrevamo gli anni chini sui libri mentre il nostro amico elettricista, magari, aveva già la sua macchina sotto casa e la tanto sognata indipendenza economica dalla famiglia.

Ah, giusto per non perdere il filo del discorso: stiamo parlando di un contratto a tempo determinato per un massimo di tre mesi, senza possibilità alcuna di essere confermati, né tanto meno di fare carriera. La guerra fra i poveri ormai è iniziata: saranno anni difficili.

PS: faccio ancora fatica a credere a quello che ho letto, anzi, spero di aver sbagliato o che sia un errore di scrittura dell’annuncio. Ancora non riesco a credere che sia vero!

PPS di Francesco Manna: “Saluto e ringrazio Davide per il bel post. Non potevo non aggiungere una considerazione, che in un talk show bollerebbero come demagogica: l’Italia è quel paese in cui con una laurea con 101 non puoi fare il postino, ma senza laurea puoi fare il ministro (vedi Lorenzin e Orlando)”. 

Fonte

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