Pro Patria Milan Boateng

Pro Patria-Milan: Il trionfo dell’ipocrisia dopo lo sfogo di Boateng

I fatti sono ormai noti. Durante la partita amichevole Pro Patria-Milan, Boateng, infuriato per i cori contro di lui, ha scagliato il pallone sugli spettatori da cui provenivano i “buu”, si è sfilato la casacca rossonera e ha abbandonato il campo. Gli altri giocatori del Milan hanno seguito l’esempio del compagno vituperato. Dopo circa 26 minuti di gioco, Pro Patria-Milan è finita come nessuno poteva aspettarsi.

Tutti si sono naturalmente schierati dalla parte di Boateng. Il razzismo è inammissibile. Nessuno ha perso l’occasione per mostrare quanto sia contrario al razzismo. Tutti hanno spiegato che il razzismo con lo sport non ha niente a che vedere. Nessuno crede che sia opportuno continuare una partita di calcio, in presenza di tifosi che esternano il loro razzismo attraverso esecrabili cori, fischi e affini.

Una domanda.

Perché allora, con tutte queste anime belle in circolazione, Pro Patria-Milan è in assoluto la prima partita nel calcio italiano sospesa definitivamente a causa del razzismo?

Gli episodi di razzismo negli stadi, in maniera molto più evidente che in Pro Patria-Milan, hanno caratterizzato diverse partite in Italia. Non soltanto con dei “buu” e dei fischi, ma con cori, striscioni, cartelloni, contenenti frasi esplicitamente razziste.

Perché allora Pro Patria-Milan è stata la prima partita sospesa per razzismo?

La risposta, a nostro modesto avviso, è la più semplice e la più ovvia: perché in Pro Patria-Milan non c’erano grossi interessi economici in ballo.

Nel corso di una partita ufficiale, nessun giocatore insultato dai razzisti si è mai voluto prendere la responsabilità di far saltare tutto con una sfuriata, togliendosi la maglia e lasciando il campo senza più tornare. Nessuna squadra ospite o di casa si è presa questa responsabilità. Nessun arbitro si è preso questa responsabilità.

Per vie brevi, quando ci sono i soldi di mezzo non c’è razzismo che tenga: si deve giocare.

Se i cori razzisti di Pro Patria-Milan vanno condannati, lo stesso vale per l’ipocrita coro di approvazione che ha seguito la decisione di Boateng e del Milan di interrompere la partita contro il Pro Patria. Non intendiamo dire che sia stata una decisione sbagliata. Esprimiamo soltanto alcuni forti dubbi: sarebbe mai successo lo stesso in una partita importante? Sarebbero stati tutti d’accordo nel dopo-partita se, per esempio, Boateng avesse interrotto un match di Champions, magari con il Milan in vantaggio? E Boateng lo avrebbe mai fatto?

Vedremo se almeno Pro Patria-Milan diventerà un precedente e se in futuro le partite ufficiali in Italia verranno davvero interrotte in analoghi casi di razzismo. E’ facile fare gli eroi e i paladini della giustizia, quando non costa niente.

 

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4 comments

  1. scusate , ma se io allo stadio non posso neanche fare bu a chi mi pare , ma che ci vado a fare allo stadio ? vado al cinema se devo stare zitto .
    e poi un'altra cosa , se il bu lo rivolgo ad un giocatore bianco o non di colore , che ne so , Zanetti , totti , è anche quello razzismo noo? allora che faccio li posso guardare storti o è anche quella discriminazione ? continuando così , dove andremo a parare ?

  2. noi emigranti non abbiamo fatto tante storie…..stai zitto o vai a casa Boateng è un principe ?????o viene a quadagnarsi il pane ???fateci la domanda come posso chiamarvi c….. s…… c……scegliete qua si dice indietrocome ecc;;;

  3. ha ftt bene io invece del pallone gli avrei tirato ke sò qualke sasso qualke bomba razzisti di merda!!! cmq sia siamo nel 2013 e nn dovrebbero esistere piu ste cose…peace and love fretelli!

  4. Se mentre tu lavori persone estranee ti mandassero a fan culo tu che faresti ? Anche se tu paghi un biglietto per vedere qualsiasi spettacolo, non hai nessun diritto di mancare di rispetto. Io la penso cosi' Ciao.

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