Pronti a un nuovo 2011? Ecco come ci prenderanno tutto

Lo spread che sale è come il dolore nelle ossa che faceva dire al nonno, con ineluttabile certezza, “domani piove”.

L’ultimo temporale lo abbiamo subito nel 2011, data di morte impressa sulla lapide della nostra democrazia.

Spazzato via Berlusconi a colpi di spread, stiamo ancora oggi versando le lacrime e il sangue che ci hanno spillato le bastonate del governo Monti e successivi.

Per dirla con la figura retorica dell’accumulazione: riforma Fornero, precariato, disoccupazione, voucher, tagli ai diritti (articolo 18) e ai servizi (sanità e scuola in primis).

Mentre lo spread sale, Mario Draghi torna a tuonare che l’Euro è irreversibile, confermando l’esatto contrario: la moneta unica è moribonda.

Tralasciando il fatto che solo un perfetto ignorante può credere all’immortalità dell’Euro o di altre invenzioni umane (imperi millenari sono spariti lasciando poche tracce, l’euro è appena un esperimento sociale nato male e cresciuto peggio), l’affermazione di forza è sempre segno di debolezza: un re così insicuro, tanto da aver bisogno di ricordare agli altri che è lui il re, non resta a lungo sul trono.

Matteo Renzi ha fallito il compito di scardinare la nostra Costituzione, un tremendo impiccio per chi sogna l’abolizione delle nazioni come viatico alla nascita degli Stati uniti d’Europa, 20 milioni di italiani si sono democraticamente ribellati e ora l’Italia la pagherà cara, come sta già succedendo ai greci che votarono “Oxi”.

La strategia inizia spaventando il popolo (con lo spread e altri spauracchi economici e finanziari) e continua inducendolo alla rassegnazione, al pensiero che “tanto non cambia niente”, prima dicendo che l’Euro è irreversibile, poi pilotando la nostra democrazia verso l’ennesimo governo non legittimato politicamente dal voto.

Un governo che, al contrario di quello di Renzi, se ne infischi del consenso, sia sostenuto da tutti i partiti (e quindi nessuno ci mette davvero la faccia, come con Monti), sia pronto a fare il lavoro sporco.

La richiesta dell’Ue di tirar fuori 3,4 miliardi è l’antipasto. L’obiettivo è dare il colpo di grazia agli italiani.

Facciamo un’altra accumulazione: aumento Iva, aumento carburante, ritiro dei regalini elettorali in busta paga e nelle pensioni, smantellamento definitivo del Welfare, e soprattutto attacco al nostro risparmio privato.

Ecco cosa ci aspetta.

Spaventati, rassegnati, sfibrati e impoveriti, saremo cotti a puntino per accettare la ricetta che ci prospetteranno come unica soluzione: cedere definitivamente la nostra sovranità nazionale a un pugno di euro-tecnocrati non eletti.

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