reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza? L’alternativa è lo sterminio di massa

Reddito minimo, reddito di cittadinanza, salario garantito, reddito di base. 

L’avete sentito chiamare in tanti modi, per questo partiamo da una dirimente definizione presa in prestito da Wikipedia:”Il reddito minimo garantito è una forma di reddito minimo devoluto solo a chi è in età lavorativa e con un ammontare che varia in funzione dell’età stessa, con la clausola che il reddito di cui si disponga sia inferiore ad una determinata soglia ritenuta di povertà. La differenza quindi tra questo e il reddito di base (anche detto reddito di cittadinanza) è data dal fatto che quest’ultimo s’intende come universale e illimitato nel tempo”.

Chiarite le idee sull’oggetto della discussione, continuiamo con una domanda: cosa ne direste se vi dicessimo che l’alternativa al reddito di cittadinanza è un genocidio di massa (milioni in Italia, centinaia di milioni nel mondo)?

Probabilmente ci invitereste per andare a prendere un aperitivo insieme e poi accompagnarci a fare un bel TSO. Ma forse alla fine dell’articolo cambierete idea.

Il mondo del lavoro è cambiato e continuerà a cambiare. Per la maggior parte della nostra breve esistenza sul pianeta Terra (se quest’ultimo fosse nato un anno fa, noi umani esisteremmo da circa dieci minuti) siamo stati prima raccoglitori\cacciatori e poi contadini.

Dopo la rivoluzione industriale (iniziata due secondi fa), a causa del progresso tecnologico la quota di occupati nell’agricoltura è drasticamente calata, per essere riassorbita dalle catene di montaggio.

Oggi sta succedendo lo stesso nel mondo dell’industria, dove le macchine stanno sostituendo gli operai. Con la differenza che il settore terziario non saprà cosa farsene di questa manodopera non specializzata: un contadino può diventare operaio, un operaio ha più difficoltà a diventare uno sviluppatore di app, un trader online o uno youtuber.

Non solo: la grande sostituzione avverrà anche nel terzo settore, quando i servizi offerti da un impiegato, da un medico, da un call center, saranno fatti meglio e in modo più economico da un algoritmo.

Al contrario di quanto crede qualcuno, non sono gli immigrati a rubarci il lavoro: sono gli algoritmi e i robot.

Verranno inventati nuovi lavori (molti under 30 o under 40 oggi svolgono lavori inesistenti 20 anni fa): ma saranno tutti lavori che richiederanno preparazioni specifiche, non lavori in grado di occupare la massa di lavoratori che hanno solo le braccia e la buona volontà.

Mettiamoci in testa che il lavoro com’era nel Novecento non tornerà più. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo diventeranno semplicemente inutili per il sistema produttivo. 

A questo punto non resteranno che due alternative.

garantire un reddito di base a tutti, slegato da qualsiasi requisito, considerato invece come una new entry nella lista dei diritti umani, allo stesso livello di un regolare processo o della libertà di parola.

Oppure queste centinaia di milioni di precari e disoccupati sono destinate a un genocidio. Non intendiamo dire che l’élite li condurrà in campi di concentramento per fargli fare la doccia. Parliamo di uno sterminio al rallentatore, dovuto a un crollo demografico (senza sicurezza lavorativa si tende a non procreare) e una rapida diminuzione dell’aspettativa di vita (per malnutrizione, impossibilità di curarsi adeguatamente, eccetera). Senza un lavoro fisso si vive alla giornata, non si mette su famiglia, si muore prima.

Il reddito di cittadinanza, per contro, potrebbe rivelarsi un formidabile volano per l’economia: quando tutti avranno la sopravvivenza garantita, grazie a un’entrata economica sicura, la liberazione dal lavoro (inteso come mezzo di sussistenza) aumenterà drammaticamente la nostra quantità di tempo libero.

I più pigri potranno passare il tempo giocando alla Playstation, rimorchiando nei social network, mangiando gelato e seguendo la squadra del cuore (cioè consumando prodotti).

I meno pigri potranno dedicarsi allo studio, alla creatività, alla realizzazione dei loro sogni, contribuendo in modo imprevedibile al progresso sociale, scientifico, lavorativo (quanti talenti restano oggi inespressi perché condannati alla povertà o ad accettare qualsiasi lavoro per sopravvivere?).

Oggi diciamo che il reddito di cittadinanza rappresenta il diritto a una vita dignitosa. E’ riduttivo: il reddito di cittadinanza rappresenta il diritto alla vita. Se non distribuiamo soldi gratis a tutti, il nostro destino non è la semplice disoccupazione, è la morte. Pensate ancora che sia un’idea da TSO?

 

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