Referendum costituzionale, Financial Times minaccia chi vota No e annuncia Apocalisse

Dopo Fmi, tocca al Financial times farw minacce sul referendum costituzionale.

Secondo il quotidiano finanziario, succederebbe questo: Renzi perde, fallisce il salvataggio di Montepaschi e precipita la fiducia in generale “mettendo in pericolo una soluzione di mercato per gli istituti in difficoltà”.

Il Financial Times annuncia per questo l’Apocalisse. Se il 4 dicembre vincerà il No, “fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento“, in quanto l’incertezza sui mercati spaventerebbe gli investitori necessari per ricapitalizzarle.

Per il Financial Times, che cita fonti ufficiali e bancarie di alto rango, le banche a rischio sono otto: il Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Carige, piu quattro che già conosciamo bene, cioèBanca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara.

Un altro degli spauracchi è che le eventuali difficoltà delle otto banche possano “minacciare l’aumento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit, la prima banca italiana per asset e la sua unica istituzione finanziaria di rilievo, in calendario all’inizio del 2017″. “Il nocciolo della questione è se Siena viene risolta o meno – racconta una fonte – con Siena risolta non sono preoccupato. Con Siena irrisolta, sono preoccupato”.

La relazione tra il referendum e il salvataggio di MPS era già stata indicata  dallo stesso istituto, scritta nella relazione all’assemblea degli azionisti sull’aumento di capitale convocata per il 24 novembre. Ma non è certo che con la vittoria del Sì l’istituto si salvi, vista la difficoltà già vissuta da Jp Morgan e Mediobanca nel raccapezzare investitori interessati a partecipare alla ricapitalizzazione.

Non è la una novità.che il Ft usi toni da piaga biblica sulla possibilità di una vittoria del No. Il 21 novembre Wolfgang Munchau scriveva in un editoriale che “l’esito del referendum potrebbe accelerare il cammino dell’Italia fuori dall’euro. E sarebbe di riflesso una minaccia di disintegrazione per l’Europa”. Il 27 giugno, dopo la Brexit, Munchau preconizzava: “L’Italia sarà la prossima tessera del domino a cadere. Su riforme Renzi rischia come Cameron”.

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