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Renzi, falliti gli obiettivi restano i sogni

Diamoci alla pazza gioia e proviamo il brivido della stravaganza, almeno per i nostri costumi locali: elenchiamo un po’ di fatti.

– A Renzi piace molto questa citazione di Walt Disney, tanto è vero che l’ha usata a febbraio 2014, mentre chiedeva al Senato la fiducia: “La differenza fra un sogno e un obiettivo è semplicemente una data”

– Aprile 2014, Renzi Torino: “Il 2015 dev’essere l’anno per un intervento sulle pensioni per chi guadagna meno di mille euro”

– Il 2015 è finito. L’obiettivo sulle pensioni più basse è rimasto un sogno.

– Passano due anni dall’annuncio di quell’obiettivo rimasto sogno. 5 aprile 2016: durante il ‘question time’ su Twitter (#matteorisponde), Renzi torna a parlarne. Con toni diversi. “Gli 80 euro anche per chi prende la pensione minima”, “L’idea è agli studi degli uffici”. Stavolta manca però la data e il territorio d’intervento si è ristretto dalle pensioni sotto i mille euro alle pensioni minime, quelle intorno ai 500 euro. Gli annunci spericolati sono diventati auguri speranzosi. Cioè sogni.

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Filippo Taddei, responsabile economico Pd, si affretta a precisare: “Sicuramente non sarà per quest’anno”. Maria Elena Boschi fa eco alle parole di Renzi: “Ci stanno pensando, il governo sta facendo valutazioni”. “Sarebbe bello”, aggiunge la Boschi. Avrebbe potuto anche dire:”Sarebbe un sogno”.

– I tentennanti annunci a orologeria arrivano a pochi giorni dal referendum del 17 aprile. Dopo le dimissioni della Guidi per lo scandalo Tempa Rossa, il raggiungimento del quorum è diventato più probabile.

– Oltre al referendum del 7 aprile, a giugno ci sono le Amministrative 2016 e a fine anno il decisivo referendum costituzionale: se Renzi perde, la sua avventura politica è finita. Prima le date erano obiettivi, ora sono diventate scadenze da incubo.

Fin qui i fatti. Conclusione elementare: l’aumento delle pensioni minime è solo un miraggio per spingere i nostri anziani meno fortunati a votare SI’ al referendum costituzionale. In oltre due anni di governo, Renzi se ne è altamente infischiato delle pensioni, tranne quando la sentenza della Corte costituzionale lo ha costretto a rimborsare i pensionati per la famigerata mancata rivalutazione. Un rimborso che Renzi ha avuto l’ardire di battezzare “simpatico bonus”, nonostante la sua decisione di far tornare indietro solo una minima parte della refurtiva sgraffignata dal governo Monti.

Aspettiamoci altri vaghi progetti in arrivo per il 2017. Dopo tanti obiettivi finiti in esilio nel regno di Morfeo, gli annunci e le date non funzionano più. Così a Renzi non restano che gli spauracchi e i ricatti, cioè far credere agli italiani che ci sia qualcosa di buono dietro l’angolo, quindi è per il loro bene che il governo Renzi non deve cadere. Ci stanno lavorando, lo stanno valutando, però dovete fare i bravi e votare come si deve, senno vi perdete tutto. Strategia rozza ma efficace, magari gli andrà bene.

Ma se invece dovesse andargli male? Allora Renzi diventerà per noi come un sogno al mattino. Sparirà con una rapidità sorprendente, ce ne ricorderemo appena, come è già successo con Letta e con Monti. E avanti con i prossimi sogni.

di Francesco Manna

 

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