referendum costituzionale Renzi

Renzi non sarà il prossimo presidente del Consiglio: vi spieghiamo perché

ECCO IL DOPO RENZI: CURATORI FALLIMENTARI CERCASI 

In questo soporifero crepuscolo di legislatura, stramazzati al suolo come manco vagonate di Valium potrebbero fare, tutti aspettano soltanto la fine del governo Gentiloni, più simile al timer di un microonde che a un esecutivo in carica.

Quando si andrà al voto? Con quale legge elettorale? E chi sarà il prossimo presidente del Consiglio?

A quest’ultima domanda ce la sentiamo di rispondere seccamente così: non sarà Matteo Renzi.

Voi volete sapere i motivi, noi ve li diciamo subito.

La ragione principale è che siamo messi male. Dopo mille giorni di governo, Renzi sa di aver lasciato l’Italia in una situazione peggiore di quella trovata al suo arrivo.

Non è questione di opinioni, ma di dati economici. Il rapporto debito/Pil è passato dal 131,8% del terzo trimestre 2014 al 132,6% del terzo trimestre 2016. In Europa, oggi come oggi, solo Grecia e Portogallo vanno peggio di noi.

La disoccupazione giovanile è sopra il 40%, quella generale al 12% (dati da prendere con le pinze, perché l’esplosione dei voucher e i trucchetti del Jobs act hanno drogato le statistiche. La realtà è ben peggiore). Le pensioni sono congelate. L’Ue ci ha appena imposto di trovare 3,4 miliardi di euro, perché la legge di Bilancio 2017 è stata fatta con i piedi (cioè spendendo a deficit soldi che non potevano essere spesi per finanziare i regali elettorali pre-referendum).

In prospettiva, come minimo ci aspetta lo scattare delle clausole di salvaguardia, a partire dall’aumento dell’Iva e del costo dei carburanti.

Chiunque andrà a governare l’Italia nell’immediato futuro, dovrà fare cose molto brutte per far quadrare i conti. Cose impopolari. Cose su cui Renzi, che è quello che (nel suo storytelling) che abbassa le tasse e distribuisce soldi a pioggia, non vuole assolutamente metterci la faccia.

Lui stesso ha iniziato a far passare l’idea che il prossimo Premier potrebbe non essere lui, ma Gentiloni o Delrio.

Entro un anno andremo a votare e lo faremo con una legge elettorale pensata per svantaggiare il M5S, forse una riedizione del Mattarellum.

Dopo il voto, con ogni probabilità nessuno potrà governare da solo. 

A quel punto, vediamo solo due maggioranze parlamentari possibili.

O le ormai tradizionali “Larghe intese” fra Centrosinistra e Centrodestra e, in questo caso, un Premier incolore come Gentiloni potrebbe mettere tutti d’accordo.

Oppure M5S riuscirà a far partire un governo pentastellato con l’appoggio esterno di “chi ci sta” a un accordo programmatico.

In ogni caso, Renzi resterà in stand-by, stando a guardare come i suoi successori fanno incazzare il popolo per risolvere i guai che lui stesso ha creato.

Dopo anni di lacrime e sangue, arriverà per l’ex sindaco il momento giusto per dire: “Avete visto? Si stava meglio con me.”

 

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