Riforma Fornero pensioni 2013: le novità del Governo Letta

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Dopo il lavoro, le pensioni: la riforma Fornero va rivista e il Governo Letta ne è consapevole. La ‘controriforma” per le pensioni arriverà dopo l’estate 2013. E’ Enrico Giovannini, ministro del Lavoro, ad averlo annunciato nel corso di un talk show sul Web.

Il Piano Lavoro del Governo Letta si è posto come obiettivo quello di ‘stimolare’ il mercato del lavoro a generare 200.000 assunzioni. Giovannini ha spiegato che la questione del lavoro giovanile era prioritaria, così come lo sblocco dei pagamenti che lo Stato ancora deve alle aziende che vantano da tempo crediti presso la pubblica amministrazione.

Uno dei nodi principali della nuova riforma pensioni è l’età di uscita dal mondo del lavoro: 66 anni sono troppi. La risposta del Governo Letta sta nella flessibilità: si potrà andare in pensione già a 62 anni, ma percependo meno soldi nei primi anni. L’aumento della pensione sarebbe progressivo (-8% a 62 anni, -6% a 63 anni, -4% a 64 anni). Chi invece decidesse di lavorare fino a 66 anni sarebbe premiato con un leggero aumento della pensione (+2% a 67 anni, +4% a 68 anni).

La flessibilità in uscita potrà quindi dare, nei piani del Governo Letta, una maggiore libertà di scelta ai futuri pensionati.

Naturalmente bisogna far quadrare i conti: la riforma Fornero delle pensioni ha fatto risparmiare 80 miliardi (seppure a caro prezzo per gli italiani…). “Penalizzare” dell’8% chi decide di andare in pensione a 62 anni potrebbe non bastare per non far saltare i saldi previdenziali. La coperta è corta e sembra difficile riuscire a trovare una copertura per Iva, Imu, pensioni e rispetto dei vincoli che ci legano all’Europa.

Un’altra nota dolente è la disoccupazione galoppante: proprio oggi i dati Istat hanno rilevato un nuovo record nella disoccupazione in Italia, tornata ai livelli del 1977. Con la disoccupazione che ogni mese infrange il record precedente, chi è che paga per le pensioni? Il successo della riforma pensioni è legato a doppio filo a quello del piano lavoro: basteranno gli incentivi e i contributi Eu a invertire la tendenza della disoccupazione?

 

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