riforma pensioni 2015 poletti padoan

Riforma pensioni 2016: a chi conviene l’anticipo di Renzi?

RIFORMA PENSIONI 2016 – 19 maggio: le ultime news sulle pensioni parlano dell’incontro imminente fra Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, e i sindacati.

Il 24 maggio si parlerà di flessibilità in uscita e di penalizzazioni che, anticipa Poletti, non saranno le stesse per tutti. Una corsia preferenziale dovrebbe essere concessa a chi ha perso il lavoro e ha la necessità oggettiva di andare in pensione con qualche anno di anticipo (da un minimo di uno a un massimo di tre anni).

L’APE (Anticipo pensionistico) è pensato, come ha spiegato Matteo Renzi, per gli over 63, dunque per i nati fra il 1951 e il 1953, attualmente nel “limbo” creato dalla riforma Fornero, una legge che gli impedisce di andare in pensione prima dei 67 anni.riforma pensioni 2015 poletti padoan

Riforma pensioni 2016: donne quasi del tutto escluse, gli altri dovranno indebitarsi per lasciare il lavoro un paio di anni prima

Va sottolineato che il provvedimento (se tutto va bene, entrerà in vigore nel 2017), arriva piuttosto tardivo, a giochi già fatti, cioè quando ormai il problema per molti – in un modo o nell’altro – è stato già risolto dal tempo che è passato.

Pensiamo in particolare alle donne: solo ne lavoratrici nate nel 1953 saranno eventualmente interessate a scegliere l’Ape per andare in pensione, visto che quelle delle due classi precedenti saranno già uscite dal lavoro “normalmente”.

Il meccanismo Ape dovrebbe comunque durare nel tempo, riguardando dunque, di volta in volta, un differente triennio. Poletti ha tuttavia ammesso che il governo non sa ancora se ila misura sarà strutturale )o meno (al contrario di Renzi che lo dà per certo). Il dubbio quindi è quello di trovarci di nuovo di fronte all’ennesima “pezza” che risolve bene poco, in un sistema che avrebbe bisogno di una riforma pensioni vera e profonda.

Riforma pensioni 2016: con l’Ape ci guadagnano le banche e i conti dello Stato, ma è come prendere per il collo chi non ce la fa più a campare

Soprattutto se consideriamo che Ape, da come viene descritto nelle ultime notizie sulle pensioni, pare una doppia fregatura: primo perché è necessario indebitarsi con una banca, secondo perché bisogna accettare pure delle decurtazioni sull’assegno Inps (e su questa cosa i sindacati sono contrari).

Fra soldi da restituire alla banca e penalizzazioni (fino al 4%) da accettare, l’assegno Inps rischia addirittura di essere dimezzato: una soluzione, insomma, che pare appetibile soltanto a chi è davvero con l’acqua alla gola, rimasto senza lavoro e senza pensione.

Sintetizzando, i poveri disgraziati over 63 disoccupati accettano di indebitarsi e farsi ridurre la pensione pur di avere un’entrata mensile per sopravvivere; le banche ci buscano gli interessi sul prestito; il governo Renzi ha un nuovo spot con cui dire di aver salvato i poveri vecchietti. Bella roba!

 

Check Also

ultimi sondaggi politici elettorali

Ultimi sondaggi politici elettorali: M5S e Lega stratosferici, insieme valgono il 54,3%

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (5 GIUGNO 2018) – Le intenzioni di voto delle ultime settimane …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
ricorso Equitalia
Abolire Equitalia nel 2018? Renzi, ma ci faccia il piacere!

Durante la diretta del #matteorisponde di ieri sera, in via eccezionale alle 21.30 in diretta...

Chiudi