riforma pensioni 2016

Riforma pensioni 2016: la “marchetta” di Renzi è servita

RIFORMA PENSIONI 2016 (ULTIME NOTIZIE 5 MAGGIO) – Ve l’avevamo detto: per le novità del governo Renzi sulle pensioni bastava aspettare le elezioni.

E con le Amministrative 2016 ormai a poche settimane di distanza, nonché con il referendum costituzionale – per cui è già partita la lunga campagna elettorale di ben cinque mesi – sempre più vicino, ecco che arriva l’annuncio di Matteo Renzi sulle pensioni.

Annuncio vago, vaghissimo, ma quanto basta per mettere la pulce nell’orecchio agli elettori: state attenti, perché se votate NO al referendum costituzionale e mi costringete a dimettermi, allora addio pensioni anticipate!

Prima gli 80 euro alle pensioni minime, ora una sorta di flessibilità in uscita specifica per i nati fra il 1951 e il 1953 (cioè i più colpiti dalla riforma Fornero), con un meccanismo di cui non si sa nulla di preciso, tranne che dovrebbe chiamarsi Ape e dovrebbe già avere il logo e il simbolo belli che pronti (cioè quello che conta per Renzi, l’uomo della “narrazione”, dello storytelling, dei tweet, delle slide, eccetera).

riforma pensioni 2016

Intanto, ci piacerebbe capire, quando Renzi parla di legge di Stabilità del 2017, se vuole indicare la legge di Stabilità in arrivo a fine 2016 (e quindi valida per il 2017) oppure se sta parlando della legge di Stabilità di fine 2017. Per le annate di pensionati indicate dal Premier ci sono già state la bellezza di sette salvaguardie, senza contare che nel 2018 i nati nel 1951 avranno ormai 67 anni, quindi Renzi sta parlando di un problema che in parte è già risolto e che in parte si starà risolvendo da sé proprio mentre dovrebbe partire Ape.

Riforma pensioni 2016: una ‘marchetta’ di Matteo Renzi per comprare consenso al referendum costituzionale. Povero chi ci crede

Nel DEF (Documento Economia e Finanza) non si parla di niente di tutto questo, né degli 80 euro anche per i pensionati (già esclusi categoricamente per il 2016, secondo quanto riferito da fonti governative), né di questo intervento per delle pensioni anticipate con penalità sull’assegno Inps.

Ci dispiace per chi cascherà nel tentativo di manipolazione di Renzi, votando SI’ al referendum costituzionale, nella speranza che il governo non cada e che gli arrivi il regalino sulla pensione: i fatti ci dicono che non avverrà nulla del genere e, soprattutto, ci dicono che i nostri meccanismi previdenziali hanno bisogno di una riforma pensioni seria, strutturale, lungimirante.

Ma il governo Renzi insiste invece con la filosofia delle “marchette” per acchiappare il consenso in modo facile e immediato, mirando a segmenti ben determinati di elettori, come già fatto con gli 80 euro in busta paga (di cui abbiamo già raccontato le tante storture).

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