riforma pensioni 2016

Riforma pensioni 2016: le novità in cantiere, per chi ci crede

RIFORMA PENSIONI 2016 – Chi segue leultime notizie sulle pensioni sa bene che sono due i chiodi fissi: la riforma Fornero e la flessibilità in uscita. Il governo Renzi, in oltre due anni, non ha portato a casa risultati concreti sulle pensioni. Sarà questo l’anno buono per delle misure in grado di farci andare in pensione qualche anno prima?

Oggi ci sarà la presentazione del DEF (Documento di Economia e Finanza), una sorta di ‘anteprima’ degli obiettivi economici dell’Italia per il prossimo anno, e forse ne sapremo di più sulle novità in arrivo per le pensioni.

Per ora, sappiamo che l’abolizione della pensione di anzianità (dopo la legge Fornero sono rimaste solo le pensioni di vecchiaia, più qualche piccola scappatoia per le anticipate) hanno creato non pochi problemi, sia per il disastro esodati e sia per quel ‘tappo’ generazionale che impedisce l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, con tassi di disoccupazione giovanile allarmanti.

Bisogna fare presto, come ha spiegato anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, rivolgendosi al governo Renzi.

riforma pensioni 2016

Pensioni ultime notizie (8 aprile 2016): le novità in campo per la riforma (se ci credete ancora)

Quali sono le possibili novità per un’eventuale riforma pensioni 2016? Vediamole insieme, anche se sarebbe più corretto parlare di piccoli aggiustamenti, piuttosto che di una vera e propria riforma strutturale della previdenza.

Intanto c’è l’estensione dell’opzione donna, appena rilanciata dalla legge di Stabilità 2016. Permette alle lavoratrici dipendenti un’uscita anticipata con 57 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi versati. C’è però il ricalcolo contributivo per l’intera somma del trattamento pensionistico, quindi il taglio sull’assegno Inps è molto gravoso.

C’è poi il prestito pensionistico riconfigurato. Ti mancano 3-4 anni alla pensione? Potresti lasciare in anticipo il lavoro, percependo per questo lasso di tempo un mini assegno di 600-700 euro, da restituire poi a rate dopo l’arrivo della pensione di vecchiaia vera e propria.

Continuiamo con l’anticipo con penalizzazione. E’ la proposta di Tito Boeri, una riforma pensioni simile a quella di Cesare Damiano (presidente commissione Lavoro). Anticipo massimo di quattro anni, penalizzazione del 2% ogni anni, con un massimo dell’8%. Questa è la versione “alla Damiano”. Quella “alla Boeri” prevede invece un taglio del 3% annuale, per un massimo di tre anni di anticipo.

Come avete intuito dal titolo, noi siamo piuttosto scettici sull’arrivo di novità positive per i nostri lavoratori anziani. Primo, perché l’Ue spinge in direzione opposta, cioè per pensioni sempre più magre e concesse sempre più tardi (fino ad arrivare ai 70 anni nel 2050). Secondo, perché operazioni come la busta arancione Inps stanno dicendo agli italiani, secondo la nostra interpretazione, che dovranno cavarsela da soli mettendo da parte delle pensioni integrative private.

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