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Rimborso pensioni novità choc: la sentenza della Consulta che fa tremare il governo

RIMBORSO PENSIONI NOVITA’ (29 GIUGNO 2017) – ARRIVA IL MOMENTO DELLA VERITA’

Siete anche voi fra i milioni di pensionati gabbati dal governo (qui la lettera per il ricorso)? La data della liberazione potrebbe essere questa: il 24 ottobre 2017.

E’ questo il giorno stabilito per l’udienza della Corte costituzionale, la quale sarà chiamata a esprimersi sulla presunta incostuzionalità del “Bonus Poletti”, cioè quel decreto legge 65/2015 con cui il governo Renzi volle dare un contentino alle pensioni saccheggiate dal governo Monti (a causa di una norma firmata dalla Fornero, presente nel decreto “Salva Italia” e  bocciata dalla Corte costituzionale nel 2015, sentenza n.70 del 30/04/2015).

Continua insomma l’odissea di chi, nel biennio 2012-2013, è stato defraudato dal blocco dell’indicizzazione, un sistema che adatta gli assegni Inps al costo della vita. Una ruberia che ha riguardato 6 milioni di pensioni, quindi più che uno su tre (36% su un totale di 16,3 milioni di pensionati).

Rimborso pensioni novità (29 giugno 2017): il governo suda freddo, una sentenza della Consulta potrebbe costargli miliardi

Il decreto cosiddetto “Bonus Poletti”, sul quale la Consulta si esprimerà nuovamente il prossimo 24 ottobre, invece di applicare quanto sentenziato dalla Corte costituzionale nel 2015, si è limitato a un minuscolo rimborso, stimato intorno al 12% di quanto realmente dovuto dallo Stato ai cittadini.

E molti sono rimasti totalmente a bocca asciutta, colpevoli di avere pensioni non abbastanza misere per essere rimborsati (la abolizione della riforma Fornero resta intanto un sogno, anche se ci sono confortanti novità su una nuova raccolta firme per spazzarla via).

Importante: il sito www.rimborsopensioni.it si propone come via maestra per chi non vuole abbassare la testa al sopruso. Entro il 31 luglio 2017 è possibile aderire al ricorso, con consulenza tecnico-giuridica offerta dal sito.

Come spiegano i gestori del sito, quello di Poletti “è un bonus che, nonostante il chiaro monito espresso dalla Consulta con la sentenza 70/2015, ha rinnovato un iniquo meccanismo perequativo e ha riproposto il medesimo blocco della rivalutazione delle pensioni per alcune classi di reddito”.

Silvia Maladrin, responsabile rimborsopensioni.it, spiega: “A oggi siamo a oltre 16mila ricorrenti ed è pensabile che ci avvicineremo ai 17mila. Migliaia di pensionati si sono affidati a rimborsopensioni.it per far sentire la loro voce e provare a vedere riconosciuto il proprio diritto alla rivalutazione della pensione, unico strumento che permette loro di mantenere inalterato il proprio potere di acquisto, anche se l’inflazione aumenta.”

“Se un pensionato – continua la Maladrin – non si è ancora attivato non dovrebbe aspettare oltre, visto che sta per partire l’ultimo treno di ricorsi. Sul sito è attiva la pagina “come fare ricorso” ed è possibile seguire tutto il percorso per aderire. Non accetteremo adesioni che ci perverranno dopo il 31 luglio perché il 24 ottobre ci sarà l’udienza in Corte costituzionale e tutti i ricorsi devono essere depositati. Restare esclusi non è conveniente per il potere d’acquisto e per la qualità di vita. Questi cittadini devono interrompere il meccanismo per cui un pensionato è ritenuto un bancomat dallo Stato”.

Anche voi volete aderire al ricorso sul rimborso pensioni? Il requisito  è di avere un trattamento pensionistico, a dicembre 2011, superiore ai 1.088 euro netti ed essere stati buggerati dal blocco della rivalutazione delle pensioni.

Il costo dell’adesione è di 126,88 euro, da versare tramite bollettino postale.

 

 

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