Risultati ricerca sigaretta elettronica di Veronesi, Istituto Europeo di Oncologia

Fumare non è un vizio, ma il fumo di sigaretta è una malattia, una dipendenza codificata come tale all’interno delle patologie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Così apre il Dr. Cipolla dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), che ha condotto uno studio insieme al Dr. Veronesi.

SMETTERE DI FUMARE – Settanta pazienti arruolati, la metà dei quali ha avuto solo supporto psicologico a smettere, l’altra metà ha avuto la sigaretta elettronica come ausilio.
Screening, stretto monitoraggio, visite ricorrenti effettuate dallo stesso pneumologo, il Dr. Neroni: tutti i pazienti hanno regolarmente passato queste tappe.

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Il risultato: già nel primo mese di ricerca si è subito consolidata una percentuale di pazienti che ha smesso di fumare con l’ausilio della sigaretta elettronica. Dopo sei mesi dall’inizio della ricerca, ha smesso di fumare oltre il 60% dei pazienti che ha fatto uso di sigaretta elettronica a vapore. Mentre, laddove non è stata usata, solo la metà (32%) è riuscita a smettere di fumare.

In blu chi non aveva la sigaretta elettronica, in arancione i pazienti a cui invece era stata data.

Sigaretta elettronica, i dati dello I.E.O. sono chiari e da riassumere come segue

Primo mese: 45% di pazienti senza sigaretta elettronica smette di fumare, 60% con sigaretta elettronica smette di fumare

Al secondo mese, la percentuale di “perseveranti” è scesa per chi non usava la sigaretta elettronica: dal 45% iniziale al 35%, 3 pazienti quindi avevano immediatamente ripreso a fumare nell’arco dei sessanta giorni. Invariata invece la percentuale di quelli con sigaretta elettronica: il 60% del primo mese persiste anche nel secondo mese.

Al sesto mese, consolidata la percentuale di quelli con sigaretta elettronica che avevano smesso di fumare (60% da subito e mantenuti fino al sesto mese, quindi), diverso è stato per chi non usava la sigaretta elettronica. Un ulteriore 10% è andato perduto, portando la % di quelli che avevano smesso di fumare senza sigaretta elettronica poco sopra il 30%.

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Dati documentati, visita e valutazione del monossido di carbonio: un elemento che tradisce “i bugiardi fumatori, una categoria che raramente dice la verità”. Insomma non c’è margine d’errore.

I livelli di CO, monossido di carbonio A sei mesi dall’inizio dello studio, la percentuale di chi ha valori quasi nulli di CO è significativamente più bassa in chi usa la sigaretta elettronica. Questo vuol dire che non c’è stata “truffa” da parte di chi usava la sigaretta elettronica, laddove avevano detto di aver smesso di fumare tabacco, la verifica del CO confermava.
Diverso invece per chi non usava la sigaretta elettronica: valori più alti di CO a testimonianza che non avevano smesso di fumare.

La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare? Il riscontro dei pazienti

Nel 70% dei casi la sigaretta elettronica è stata individuata da parte dei pazienti come aiuto per smettere di fumare, il 50% dei pazienti la vedeva come sostituto della sigaretta tradizionale, e ancora, i giudizi positivi: il 60% l’ha vista positivamente rispetto all’obiettivo di smettere di fumare, e quasi il 90% ha visto la sigaretta elettronica come positiva, rispetto all’obiettivo di ridurre le sigarette fumate.

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Sigaretta elettronica fa smettere di fumare? Tirare le somme all’Istituto Europeo di Oncologia

“In un momento di caos legislativo e scientifico evidente, sulla base dei dati raccolti, appare chiaro che la sigaretta elettronica senza nicotina possa essere considerata uno strumento potenzialmente efficace per ridurre o cessare il fumo”, commenta il Dr. Cipolla, concludendo e dicendo che, ostacolare la diffusione di sigarette elettroniche senza nicotina, come presidio medico per smette di fumare, sarebbe “delittuoso”, poiché per lo IEO la sigaretta elettronica è, incontrovertibilmente, “uno dei pochissimi mezzi potenzialmente efficaci contro uno dei più potenti killer del secolo: il fumo di sigaretta“.

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