Bail in

Salvare i vostri soldi: bail-in, piccolo manuale di sopravvivenza

A dispetto del titolo, questo articolo non ha l’arroganza e la pretesa di essere un prontuario in grado di far salvare i risparmi, ma spero comunque che potrà essere utile  a chi leggerà per capire cosa sta succedendo, i pericoli che corriamo e (soprattutto) come poter ridurre i rischi a cui sono soggetti i nostri risparmi.

Amo sempre ripetere che la Finanza e l’Economia non sono difficili, vengono fatte apparire tali (volutamente), ma i principi su cui si basano sono semplicissimi e spietati.

Il Bail-In non fa eccezione.

Non voglio dilungarmi a spiegare cosa è, visto che dopo il disastro (furto) delle 4 banche “salvate” dal Governo Renzi, le persone cominciano a volerne capire di più e persino i giornali e TG hanno dovuto spiegare cosa conteneva quella direttiva europea 59 del 2014 di cui pochissimo si parlava.

Bail in

 Vi consiglio di leggere queste poche pagine, dove sono contenute le modalità con cui possono essere espropriati i nostri risparmi in caso di crisi bancaria. Da notare che non è necessario che si arrivi al fallimento della banca, ma anche una “crisi” (ritenuta sussistente dalla Banca d’Italia) può portare all’attivazione di questo meccanismo.

 

Molti mi chiedono come una cosa del genere sia possibile… Non era finita la crisi? Non c’era la ripresa? Non siamo sulla strada giusta, come il Renzi ripete ossessivamente e arrogantemente nei propri “show”?

La verità, dati alla mano è che dopo la crisi americana del 2008 e quella europea dei debiti sovrani del 2010, NULLA è veramente stato “riparato”. Semplicemente le banche centrali rimandato l’esplosione tamponando le perdite con la creazione e l’immissione nel sistema di quantitativi enormi di moneta.

 

In Italia e in tanti altri Paesi, questa crisi economica (mai finita nella realtà) ha portato al fallimento di tante imprese, le quali non sono state in grado di ripagare i propri debiti. A ciò va aggiunto che le banche (soprattutto quelle grandi) negli anni di euforia e avidità, prima del 2008, puntavano solo ad aumentare fatturato e profitti, e perciò avevano prestato soldi anche a soggetti che non avrebbero dovuto riceverli in base alla propria situazione economica. Ecco perché i “crediti deteriorati” delle banche sono costantemente aumentati.

 

Italy Bad debt

 

Il principio base della fisica si applica anche all’economia: nulla si crea e nulla si distrugge. Vale anche per la ricchezza.

Le perdite si trasferiscono: se l’impresa o il privato fallisce, passano alla banca e se questa non è più in grado di reggerle devono passare a qualcun altro…

Ecco che dal 2008 tante banche sono state salvate dai Governi (soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito) oppure indirettamente dalle banche centrali (come avvenuto in Europa, Giappone e Stati Uniti con gli acquisti di titoli).

Anche i governi però hanno risorse limitate e comunque si è trattato di prestiti in molti casi, non di fallimenti.

 

Ricordo ancora quanto fu illuminante una delle prime lezioni di Diritto Privato Comparato, qualche anno fa. Il professore riuscì a trovare il comune denominatore tra tutte le normative in tema di responsabilità civile con una semplice frase:

“Quando c’è un danno, è il legislatore che decide chi deve subire quella la perdita e la quantificazione di essa”.

Non esiste un “giusto” o uno “sbagliato”, l’unica logica è quella dell’utilità e degli interessi politici del legislatore.

Non è “giusto” che se Tizio investe Caio con l’automobile, la sua assicurazione deve pagare il danno, è soltanto “conveniente” perché Tizio non potrebbe pagare, non perché l’assicurazione ha una qualche responsabilità nella vicenda.

 

Il Bail-In è la stessa cosa. Non ha nessuna logica che siano i depositanti (compresi tra essi “obbligazionisti-per-caso” costretti dalla banca a comprare obbligazioni senza avere idea dei rischi) a pagare in caso di fallimento della banca.

Semplicemente si è deciso così perché non si vogliono far fallire le banche e il passivo di questi mostri (le “banche universali”), spesso troppo grande per essere coperto persino dai Governi. Non è questione, come vogliono farci credere, che “non è giusto che paghino i contribuenti”, altrimenti avrebbero evitato di farlo nei decenni precedenti. Non a caso, la Germania, che può permetterselo, ha continuato a salvare le proprie banche locali.

 

I soldi vanno presi dove sono e al momento, soprattutto in Italia, quei soldi li hanno solo i depositanti.

Perdere i risparmi è devastante (lo sa bene chi si è tolto la vita, qui in Italia e altrove), ma lo sarà ancora di più in futuro quando la “previdenza sociale” sarà, di fatto, scomparsa e se esisterà un sistema pensionistico e di assistenza, sarà una farsa (come è oggi per i Paesi dell’Est Europa ad esempio).

In un quadro così, ognuno è lasciato da solo e ognuno deve informarsi autonomamente. Se è vero che abbiamo politici e mezzi di dis-informazione che ogni giorno ci distraggono e rassicurano senza nessun riscontro reale, è anche vero che con internet possiamo leggere blog e stampa estera e avere riscontri reali di come è la vita in Grecia ad esempio (che ci ha anticipato di circa 3 anni negli eventi). Un investimento in auto-formazione è fondamentale per tutti e può salvare risparmi e  vita.

 

Questo non è un blog di consigli finanziari (ammesso che io sia in grado di darne), ma il suggerimento generale è anche di diversificare e non lasciare i propri risparmi solo in una banca (ad esempio aprire libretti di risparmio, poco o per niente costosi, alle Poste o all’interno banche in condizioni finanziarie buone). Gli immobili e terreni pagano molte tasse, ma oggi si comprano anche a pochissimo e possono dare buoni frutti.

In generale, nella storia, ciò che ha sempre mantenuto valore sono stati beni reali, poi ognuno può investire in base alle proprie preferenze e disponibilità.

Ricordate sempre, quando andate in banca, che i soldi sono VOSTRI, non loro. Sembra un concetto scontato, ma quando fanno storie e dobbiamo “Chiedere il permesso al direttore” per ritirare o trasferire i nostri risparmi, rischiamo di dimenticarcene.

 

In questi giorni la Cina, seguendo la Grecia, Cipro, Argentina ha imposto controlli di capitale che impediscono di esportare valuta e prelevarla. Ad esempio, al momento in Italia è perfettamente legale (purché ovviamente si dichiari al Fisco) aprire conti all’estero o investire all’estero, ma tanti meccanismi di tutela del risparmio e diversificazione potrebbero facilmente essere vietati quando le cose dovessero andare male. All’epoca di internet non ci sono scuse per l’immobilismo.  

 

Ma è fondamentale muoversi, perché è un sistema che sta cambiando molto rapidamente, in modo imprevedibile e opaco. Non si può rischiare di affidare il lavoro di una vita al caso, rischiando di farselo rubare per rimediare gli errori di banchieri e politici che non pagano mai con i propri soldi.

Nella nostra società, siamo abituati figure che ci difendono e si prendono cura di noi. Questi soggetti (Governo, Consob, Banca d’Italia, giornalisti, ecc.), però, hanno dimostrato di non essere più in grado di svolgere questi compiti. Il sistema bancario, poi, per sua stessa natura è basato interamente sulla fiducia. Perciò, se si dovesse spargere la voce che una banca è in difficoltà e i suoi depositanti corressero a ritirare i propri soldi, la banca fallirebbe all’istante, come questa simpatica scena ricorda:

Per prevenire questo fenomeno, dopo la crisi del 1929 furono istituiti in tutto il mondo “fondi di garanzia sui depositi” proprio allo scopo di tranquillizzare i correntisti ed evitare il panico in caso di crisi. Va però rilevato che, in realtà, le somme a disposizione di questi fondi, sono molto limitate in termini assoluti e rischiano di essere insufficienti in caso di crisi di grandi banche. Non sono io a dirlo, ma la stessa relazione del Fondo di Tutela Interbancario, che attesta che, a fronte di depositi “assicurati” per oltre 500 miliardi di euro, loro hanno a disposizione solo 1,6 miliardi per il rimborso, pari all’ 0,3% dei fondi!!! (leggete alle pagine 29 e 45)

Probabilmente a causa di tutto ciò i (cosiddetti) giornalisti e autorità di vigilanza, un po’ per collusione, un po’ per (presunto) senso di responsabilità, spesso hanno paura a rivelare la gravissima situazione degli istituti di credito, preferendo tenere segrete le difficoltà e invitare le banche a sistemarle.  

E probabilmente in questo contesto di terrore della banche per possibili prelievi, si pone la “guerra al contante”, che, la Grecia insegna, non serve a combattere l’evasione, ma ad impedire ai depositanti di ritirare i propri soldi dalla banche ed impedirne il fallimento.

La morale di questo articolo non è certo mettere paura, ognuno di noi può guardare oggettivamente ai dati ed alle pubblicazioni sopra e trarre le proprie conclusioni sulla sicurezza dei propri risparmi.

Il messaggio che vorrei trasmettere è quello di riprendere in mano la nostra vita, informarci e difenderci da noi, imparare da soli i concetti base, utilizzare tutti i mezzi legali che abbiamo per proteggere il nostro futuro e quello delle nostre famiglie.

di Alessandro Rosanio

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