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Sciopero 14 novembre 2012: la valvola di sfogo del sistema

FOTO-VIDEO SCIOPERO 14 NOVEMBRE 2012 – Lo sciopero generale di ieri, 14 novembre 2012, ha riversato nelle piazze d’Europa (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ecc.) migliaia di studenti, precari, lavoratori, ricercatori, ecc: tutti uniti contro le misure di austerità adottate dai rispettivi governi. Lo sciopero 14 novembre 2012 è stato l’evento più seguito su Twitter nella giornata di ieri, con l’hashtag #14n e le sue declinazioni nazionali (il nostro era #14nit). All’indomani dello sciopero 14 novembre 2012, tentiamo un bilancio. E non parliamo di feriti fra forze dell’ordine e manifestanti o di persone arrestate, bensì del reale effetto che iniziative del genere producono all’interno del sistema.

LA VALVOLA DI SFOGO DEL SISTEMA – Nei popoli di mezza Europa c’è rabbia e frustrazione. C’è paura per il futuro. C’è digusto verso una classe politica dalle sembianze di razza aliena, proveniente da altri sistemi solari. C’è odio verso l’Iperuranio della finanza e delle banche, un mondo di fantasia che con i suoi illusionismi riesce a governare il mondo reale. Tutti questi sentimenti hanno bisogno di una valvola di sfogo: altrimenti esploderebbero. Lo sciopero 14 novembre 2012 è stato una valvola di sfogo. Twitter è stato una valvola di sfogo. Entrambi sono stati utili e strumentali alla stabilità del sistema. Chi è sceso in piazza ha sfogato la sua rabbia urlando e agitando striscioni. I rivoluzionari virtuali hanno tuonato tweet eversivi battendo i tasti sulle loro tastiere ultrasottili made in China. Il rituale collettivo si è consumato. Qualche testa rotta. Qualche ragazzino fermato dalla polizia. Un po’ di disordine aggiuntivo nelle strade, lavoro extra per gli operatori ecologici. E nulla è cambiato. O forse è peggiorato?

IL GIORNO DOPO – Lo sciopero 14 novembre 2012 porta con sé un senso di sollievo. Abbiamo fatto sentire la nostra voce, abbiamo fatto valere i nostri diritti. C’è l’auto-assoluzione da parte di chi ha protestato, nelle strade o dallo smartphone attraverso Twitter. Ma gli effetti reali quali sono? Primo, più divisione nel popolo: i dipendenti delle forze dell’ordine sono visti non come lavoratori utili, ma come mercenari che difendono le demoniache caste dei poteri forti. Divide et impera: guerra fra poveri. Secondo, delegittimazione della protesta: nei TG vengono proposte soprattutto immagini violente. Questo per motivi di audience. Ma anche per far passare tutti i manifestanti come terroristi o potenzialmente tali. La protesta diventa tutta violenta e la violenza non è accettabile. Lo sciopero è un diritto, la violenza no: il sistema detiene l’esclusiva sull’uso dela forza fisica. Terzo, nulla è cambiato: gli uomini al potere se ne infischiano di un po’ di baccano in piazza. Passato qualche giorno, ne resterà appena un vago ricordo.

IL LIBRO DI STORIA – Lo sciopero 14 novembre 2012 lascia il tempo che trova: la protesta di un pomeriggio non cambia nulla nella sostanza. Chi ha in mano il potere, non lo lascia se non è costretto da una forza maggiore: cioè da una nuova classe che aspira a diventare quella dirigente, animata da idee innovative e in grado di usare il consenso popolare per concretizzare il proprio unico e vero intento: sostituire i vecchi potenti. Ma neppure questo è auspicabile: conquistato il potere, la nuova casta diventa ben presto feroce quanto la precedente. Ogni società umana si configura così: una minoranza spietata che opprime una maggioranza mansueta, lasciata nella miseria e nell’ignoranza. A qualcuno, ne abbiamo il presentimento, sembrerà una visione disperata del futuro: e non gli diamo torto.

Video e foto dello sciopero 14 novembre 2012 in tutta Europa

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