referendum costituzionale

Se vince il Sì, se vince il No: che succede dopo il referendum 4 dicembre

Nei prossimi due mesi politici il tema sarà uno e uno soltanto: cosa succede dopo il referendum costituzionale?

Cosa succede se vince il Sì? Cosa succede se vince il No? Vediamolo.

Lo scenario post-referendum più facile da immaginare è quello seguente alla vittoria del Sì. Matteo Renzi avrà due possibilità.

La prima: tirare dritto fino al 2018, indisturbato, confezionando in tutta calma una legge elettorale a lui favorevole.

La seconda: correre alle urne sull’onda del successo elettorale, portando gli italiani al voto a primavera 2017. Governare logora i consensi, meglio fare un all in quando si hanno carte favorevoli in mano.

Più complessa la situazione successiva alla vittoria del No, la quale – diciamocelo – è quasi scontata.

Nonostante ci si morda la lingua a furia di ripetere di “entrare nel merito della riforma”, chiunque non sia nato ieri sa benissimo che la maggior parte degli italiani non leggerà\capirà il testo della riforma e voterà semplicemente per un’antipatia o simpatia personale nei confronti di Matteo Renzi.

Se il voto fosse stato nel 2014, dopo la vittoria delle Europee, Renzi avrebbe stravinto. Oggi gli ultimi sondaggi politici del Corriere dicono che il 62% degli italiani vuole la sua pelle (politicamente parlando).

Detto questo, cosa farà Renzi il 5 dicembre, dopo la probabilissima sconfitta al referendum costituzionale?

Potrà fare ben poco. Che si dimetta subito o che si barrichi a Palazzo Chigi, politicamente sarebbe un’anatra zoppa: resistere sarebbe solo accanimento terapeutico. Ricordiamoci che i parlamentari Pd sono per lo più bersaniani, molti dei quali convertiti renziani alla bisogna, ma prontissimi a cambiare di nuovo idea di fronte a un leader mortalmente indebolito.

Senza contare i chiarissimi segnali giunti dall’Ue.

Quindi la vittoria del No equivale a una fine dell’esperienza politica di Renzi (almeno come Premier e almeno per ora).

Si andrà al voto? Assolutamente no. C’è ancora un anno e mezzo di legislatura e potete star certi che deputati e senatori vogliono goderselo tutto. Daranno la fiducia a qualsiasi nome verrà indicato da Sergio Mattarella come Presidente del Consiglio in un governo di scopo.

Quale scopo? Ovviamente riformare la legge elettorale in funzione anti-M5S. Ormai nessuno crede più che si andrà al voto con l’Italicum così come è oggi.

Il toto-Premier in questo momento è poco interessante, quello che più conta è che il governo di scopo (o tecnico, se preferite), infischiandosene dei consensi elettorali, nella legge di Bilancio del 2017 farà una strage, recuperando tutti i soldi investiti da Renzi (a deficit, facendo quindi debito ulteriore)  per accalappiare voti.

Aspettiamoci quindi lo scatto delle clausole di salvaguardia, l’aumento dei carburanti, l’aumento dell’Iva, in poche parole una spremuta di sangue.

Che vinca il Sì o che vinca il No, saremo comunque fregati. L’unica differenza è che con la vittoria del No eviteremo la fregatura più grossa: quella di un cambiamento definitivo della nostra Costituzione in senso antidemocratico.

Un cambiamento che nessun governo successivo si preoccuperebbe o riuscirebbe a sanare, forse per decenni.

Check Also

Sondaggi politici: quanto piace Conte? Numeri strepitosi per il nuovo Premier

SONDAGGI POLITICI (13 GIUGNO 2018) – Dopo le intenzioni di voto degli italiani per le …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
pensioni ultime notizie reversibilità
Pensioni ultime notizie reversibilità: circolare Inps fa scattare il panico

PENSIONI ULTIME NOTIZIE REVERSIBILITA' (8 OTTOBRE 2016) - IL CASO DELLA CIRCOLARE INPS Dopo le...

Chiudi