Serie A sciopero: Campionato, ufficiale stop calciatori

SERIE A SCIOPERO – Calciatori contro il sistema: il Campionato 2011-2012 non comincerà in questo week-end. E’ ufficiale. La prima giornata è rinviata a data da destinarsi. Una situazione surreale, apocalittica. Anche i più scettici iniziano a pensare che i Maya avessero ragione. Passi la crisi economica, passi il record di disoccupati (1,2 milioni sotto i 35 anni in Italia), passino i 1.900 miliardi di debito pubblico: ma se in Italia si ferma addirittura il calcio, la faccenda si fa seria. Beretta, presidente di Lega, tuona ai microfoni di Sky:“L’Aic ci ha formulato una proposta fatta apposta per sentirsi dire no. Accettarla voleva dire fare un passo indietro e annullare tutto il lavoro fatto in questi mesi. Il confronto poteva continuare pur scendendo in campo e ora l’Aic dovrebbe interrogarsi sul proprio operato. Vediamo cosa ci proporranno dopo questo atto inutile. La nostra volontà è comunque quella di arrivare a un’intesa”. Damiano Tommasi, presidente Aic (Associazione Italiana Calciatori), ha emesso la terribile sentenza in mattinata, senza appello:”La Serie A non scenderà in campo in questo week-end”.

Giovedì l’ultimo disperato tentativo di Giancarlo Abete, presidente federale. Niente da fare: l’opposizione di Maurizio Beretta, leader della Lega, non ha consentito il compromesso. “Abbiamo provato sino all’ultimo a giocare, – ha detto Tommasi – a trovare un accordo. Ma i presidenti ci hanno detto no. Quindi la prima giornata di campionato slitta a data da destinarsi. Sono stati i presidenti a cercare la rottura. Abbiamo teso la mano sino all’ultimo, ma sono i presidenti a voler far slittare la giornata. Non i calciatori”.

Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori: “Questo è uno sciopero voluto dalle società. Ho seguito la trattativa e ribadisco la mia opinione. Come se ne esce? Solo con il campo verde. Bisogna far tornare a giocare i calciatori, i problemi poi si possono sempre risolvere”. Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, fa il punto della situazione:”Nelle ultime ore abbiamo assistito a una sequenza di dichiarazioni dettate dall’incapacità di prospettare una soluzione condivisa e scongiurare quello che agli occhi degli italiani rappresenterebbe lo sciopero piu’ anomalo della storia del Paese”. Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, non nasconde il suo disappunto: “Come consigliere federale sono avvilito e come cittadino sono preoccupato. Tutto il Paese dovrebbe prendere esempio dagli arbitri: sono sempre al loro posto, sempre leali, sempre corretti”.

Un amareggiato Abete spiega che lo sciopero si poteva evitare:“C’è amarezza perché c’erano tutte le condizioni perché questo non avvenisse. È assolutamente incomprensibile il fatto che non si sia arrivati alla firma dell’accordo collettivo per situazioni collegate all’ipotetico contributo di solidarietà e all’articolo sette sugli allenamenti differenziati”.

L’affondo di Beretta contro Aic, nei confronti di una proposta inaccettabile: “L’Aic ci ha formulato una proposta fatta apposta per sentirsi dire no. Accettarla voleva dire fare un passo indietro e annullare tutto il lavoro fatto in questi mesi. Il confronto poteva continuare pur scendendo in campo e ora l’Aic dovrebbe interrogarsi sul proprio operato. Vediamo cosa ci proporranno dopo questo atto inutile. La nostra volontà è comunque quella di arrivare a un’intesa”.

 

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