Servizio Pubblico Santoro Travaglio Berlusconi

Servizio pubblico? A Berlusconi i voti, a Santoro e Travaglio lo share

SERVIZIO PUBBLICO?

Definizione di “servizio pubblico”, fonte Wikipedia.

Per servizio pubblico radiotelevisivo s’intende un servizio di trasmissioni radiotelevisive, prodotto dallo Stato (attraverso un ente o organizzazione pubblica) o da una impresa concessionaria, che garantisce imparzialità e completezza d’informazione, e la tutela delle varie componenti della società del proprio paese. La radiodiffusione pubblica, inoltre, punta a coltivare la qualità della propria audience attraverso programmi educativi e culturali.

Il titolo che Santoro ha voluto dare alla sua trasmissione è implicitamente polemico. Il titolo intero sarebbe “Siccome in Rai non mi è possibile fare servizio pubblico perché non ci sono le condizioni e sono tutti contro di me, io paladino della vera informazione ho dovuto arrangiarmi e andarlo a fare altrove come si deve”.

IL BOTTO

La puntata più vista di Servizio Pubblico è stata quella di ieri sera, con Silvio Berlusconi come ospite unico. Oltre il 33% di share, 9 milioni di telespettatori. Numeri che polverizzano tutti i precedenti record di ascolti tv di La7. Un trionfo.

E’ stata allora la puntata di ieri quella in cui Michele Santoro e Marco Travaglio hanno meglio incarnato l’ideale di servizio pubblico radiotelevisivo, fatto come si deve, mica come in Rai?

Il contrario: è stata la puntata in cui i principi del servizio pubblico sono stati tutti violati.

SERVIZIO PUBBLICO DE NOANTRI

L’imparzialità e la completezza d’informazione sono state del tutto assenti nella puntata di ieri di Servizio Pubblico. Michele Santoro, Marco Travaglio, Giulia Innocenzi, Luisella Costamagna, i servizi e gli estratti di precedenti puntate di Servizio Pubblico, lo stesso pubblico in studio, tutto era contro Silvio Berlusconi.

Non è stato un servizio pubblico, ma un pubblico processo.

Passiamo oltre. Michele Santoro e Marco Travaglio hanno cercato di “coltivare la qualità della propria audience attraverso programmi educativi e culturali”?

La risposta è un secco no. La formula del “Berlusconi contro tutti” sopra descritta, quella del duello finale da Far West mediatico, di certo non ha coltivato la qualità dell’audience. Buttarla sulla “resa dei conti” ha attirato l’audience solleticando i bassi istinti dei telespettatori, sempre avidi di litigi televisivi, che si tratti di Berlusconi contro Santoro e Travaglio o di un tronista di Uomini e Donne contro una corteggiatrice o di un vincitore del Grande Fratello contro gli altri ex concorrenti.

AND THE WINNER IS…

Servizio Pubblico nella puntata di ieri non è stato un servizio pubblico, ma un reality show.

Ognuno ha interpretato se stesso.

Michele Santoro ha interpretato Michele Santoro che cerca di prendere in castagna Berlusconi, l’arcinemico di sempre.

Marco Travaglio ha interpretato Marco Travaglio che legge le sue letterine ironiche in cui fa le pulci alla vittima di turno. E’ stata l’interpretazione meno convincente. Al cospetto della sua storica nemesi, il consueto sorrisetto di superiorità di Travaglio è evaporato, emozionato come fosse una scolaretta che finalmente incontra il suo idolo di sempre.

L’Oscar va a Silvio Berlusconi che, oltre ad aver interpretato Silvio Berlusconi che da solo resiste eroicamente agli attacchi congiunti di tutti i comunisti del pianeta Terra, ha interpretato anche Marco Travaglio, meglio di Marco Travaglio.

Berlusconi ha infatti recitato anche lui una letterina, in cui ha sciorinato le condanne per diffamazione accumulate nel corso degli anni da Travaglio, giornalista che ha fatto dell’antiberlusconismo il suo “core business”.

Magnifico coup de théâtre.

SERVIZIO PRIVATO

Chi ha beneficiato della puntata di ieri di Servizio Pubblico?

La7 e Santoro, gaudenti per i loro ascolti tv da record.

Soprattutto Silvio Berlusconi: mai in difficoltà, sempre lucido, il Cavaliere è stato persino in grado di far sbroccare Santoro con il trucchetto della letterina, ribaltando l’esito a cui tutti gli antiberlusconiani avrebbero voluto assistere, cioè un Berlusconi che sbrocca e impotente lascia lo studo, annientato dagli implacabili attacchi di Santoro e Travaglio.

Ma quando mai. Mentre Santoro sbroccava (sul serio? Fingeva? Chi può dirlo.) si è fatto persino scappare che, pur di avere Berlusconi come ospite, è sceso al compromesso di non fargli domande sui dettagli dei processi. Un po’ come invitare Zeman con l’accordo di non parlare di calcio.

Eppure ci sta. Altro che chiacchiere: è lo share quello che conta. Sarebbe facile dire che Santoro non avrebbe dovuto accettare le condizioni di Berlusconi. O posso chiederti tutto oppure non vieni. Così avrebbe dovuto fare un vero giornalista. Nei sogni.

Nella realtà Santoro ha fatto benissimo ad accontentare Berlusconi. Per lo share, certo. Ma anche perché di materiale per inchiodare Berlusconi ce n’era comunque a volontà, anche senza scartabellare fra le scartoffie di tribunale. Berlusconi andava messo in difficoltà e sconfitto dimostrando in modo chiaro la totale inefficacia dell’azione dei suoi governi.

Eppure Santoro e Travaglio non lo hanno voluto o non ci sono riusciti.

Berlusconi ha sorriso per tre e ore e sempre sorridente ha lasciato lo studio. Le vittorie mediatiche non si basano sulla realtà e sui contenuti: l’importante sono le sensazioni che vengono trasmesse al telespettatore. E quasi tutti hanno avuto la sensazione di un Berlusconi vincente per 5-0 in trasferta. Nei prossimi sondaggi il Pdl salirà e, secondo qualcuno, è già salito di due punti.

Altro che servizio pubblico: con la puntata di ieri di Servizio Pubblico non è stato servito il pubblico, ma soltanto l’interesse di qualche privato.

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One comment

  1. al di la' della godibile schermaglia, mi chiedo dove vada a prendere tutta questa energia il pres.Berlusconi

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