Sigaretta elettronica: ” Se 50% fumatori la usasse 19mila vite salvate, 2 miliardi risparmiati”

La sigarette elettronica fa male? Funziona davvero? Fa smettere di fumare? Queste sono fra le principali FAQ sulla sigaretta elettronica. Se ne sono sentite di tutti i colori, come spesso accade in fatto di salute o di alimentazione: al convegno della Sitab (Società Italia di Tabaccologia), svoltosi a Torino, un dato è stato dato per certo.

La sigaretta elettronica funziona soltanto se il suo utilizzo avviene sotto controllo medico. In questo caso può essere d’aiuto per i fumatori irriducibili, facendoli abbandonare le tanto amate e odiate ‘bionde’. Il 50% sarebbe addirittura in grado di smettere di fumare entro quattro mesi di uso della sigaretta elettronica.

Lo studio è stato condotto su 34 persone, di cui 18 uomini e 16 donne dell’età media di 40 anni, fumatori e fumatrici di sigarette tradizionali da un ventennio. Sono stati scelti fra chi da tempo era intenzionato a smettere, ma senza mai riuscirci.

Grazie alla sigarette elettronica e al controllo medico, fatto di azioni tecniche ed educazionali, il 72% entro i primi trenta giorni di sperimentazione ha cambiato le sue abitudini da fumatore: con conseguente calo di monossido di carbonio espirato, tornato a livelli di concentrazione nella norma.

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I fumatori italiani sono circa 11 milioni e 300 mila: appena 38 mila si rivolgono a centri antifumo.

 “Il fumo è dipendenza da nicotina e l’autogestione di una dipendenza è quasi impossibile, ecco perché l’e-cig funziona solo se utilizzata sulla base di precise indicazioni sanitarie”, sottolinea il dottor Fabio Beatrice, direttore del Centro Antifumo del San Giovanni Bosco e della ricerca messa in atto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.

Il dottor Beatrice conclude con un dato sconcertante: “Se il 50 per cento dei fumatori passasse alla sigaretta elettronica si stima che si potrebbero salvare 19 mila vite ogni anno e risparmiare quasi due miliardi di costi sanitari”

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