Sondaggi politici elettorali: i tre scenari possibili se si votasse oggi

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (30 MARZO 2017) – COSA SUCCEDE VOTANDO OGGI?

Dopo le intenzioni di voto di Ipr Marketing, approfittiamo di una giornata senza nuove rilevazioni per fare un punto sulla situazione dei nostri scenari politici.

Senza scendere nel dettaglio dei punti percentuali e dei decimali, la fotografia della nostra realtà politica è più o meno la seguente.

Da un lato c’è il M5S (MoVimento 5 Stelle) ormai considerato primo partito da tutti i sondaggi elettorali, a eccezione di SWG che lo dà testa a testa con il Pd, con percentuali che gravitano intorno alla soglia del 30%, con un risultato massimo registrato da Ipsos per il Corriere della Sera (32.3%).

Il Partito democratico, demolito dalla sconfitta al referendum costituzionale, dalla scissione, dal caso Consip, dai salvataggi del ministro Luca Lotti e del senatore Augusto Minzolini, è visto da tutti gli istituti sotto il 30%, con un dato minimo del 23% rilevato da Ipr.

Il Centrodestra, frazionato fra Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia, continua ad avere una somma aritmetica circa del 30%, sempre ricordando che la somma politica è ben altra cosa.

Alla sinistra del Pd si è intanto formata un’area con i fuoriusciti dalla scissione Pd (Movimento Democratici e Progressiti), più Sinistra Italiana e altre formazioni minori.

Infine, c’è una zona residuale di centro (Alternativa Popolare) con i vari Alfano e Casini, valutabile sui 3 o 4 punti percentuali.

La media dei sondaggi di marzo 2017, realizzata da Sartoria Politica
La media dei sondaggi di marzo 2017, realizzata da Sartoria Politica

Fatte queste premesse, a giudicare dai dati degli ultimi sondaggi politici elettorali, se le elezioni fossero oggi gli scenari possibili ci sembrano tre:

1) M5S supera il 40% e governa da solo. Considerando che in Usa vince Trump e in Inghilterra vince la Brexit, non la riteniamo una opzione fantascientifica. Tuttavia è altamente improbabile. Sia perché quegli 8 punti percentuali che mancano (volendo partire dalla stima più ottimista) non si capisce bene da dove potrebbero arrivare. Non ci sono bacini elettorali così tanto aggredibili.

L’unico modo per riuscirci sarebbe convincere in qualche modo milioni di astensionisti a votare per il M5S. C’è poi da considerare, anche nel caso del 40% superato, che M5S potrebbe avere la maggioranza alla Camera ma non al Senato.

2) M5S ottiene il risultato più alto di tutti e di diritto ha il mandato esplorativo per formare un nuovo governo. In un’ipotesi larga di mano (diciamo con un M5S fra il 32 e il 35%), mancherebbero comunque diversi voti per far partire l’esecutivo pentastellato.

A questo punto l’unica via per i grillini sarebbe quella di presentare pochi e chiari punti di programma da realizzare (ad esempio reddito di cittadinanza, revisione della riforma Fornero, aiuti alle PMI, ecc.) e vedere chi ci sta a dare un appoggio esterno. Potrebbe essere sia Mdp di Bersani (che già ha fatto capire di essere disponibile), ma soprattutto Lega Nord e Fdi (che hanno decisamente più peso della sinistra).

3) M5S non riesce a formare un governo, pur avendo vinto sulla carta le elezioni. Il pallino passa al Pd e da qui è un film già visto: inciucio da sinistra a destra con tutti dentro, lasciando fuori M5S e i partiti meno moderati.

 

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