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Sondaggi elettorali: rimonta Pd su M5S? Ecco perché non ci crediamo

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (8 MAGGIO 2017) – EFFETTO PRIMARIE PD, NOI CI CREDIAMO POCO

Così come le intenzioni di voto di Ipsos, anche i sondaggi elettorali di Index research lo confermano: le Primarie e la vittoria di Renzi hanno fatto bene al Pd.

In questo caso la rimonta del Partito Democratico sul M5S è tuttavia più contenuta, non consentendo il sorpasso sui pentastellati.

Il MoVimento 5 Stelle tuttavia brucia comunque la bellezza di due punti di distacco sugli inseguitori Dem.

Era prevedibile che il successo di Matteo Renzi diventasse uno motivo di riscatto, almeno nei sondaggi politici elettorali, per il Pd: le Primarie sono state, a nostro modesto parere, soprattutto un’operazione di marketing politico.

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Come scritto nel titolo, siamo piuttosto scettici su questa improvvisa resurrezione del Pd, senza nulla togliere agli esperti che hanno realizzato, senz’altro con grande cura e competenza, i due sondaggi citati nel presente post.

Cosa ci fa credere che la rinascita del Pd non ci sarà?

Semplicemente quello che ci ha fatto indovinare il risultato del referendum costituzionale con largo anticipo, quando gran parte dei commentatori scommettevano sul Sì: i numeri.

La base del Pd, in altre parole il suo zoccolo duro, si è letteralmente sgretolata: Matteo Renzi ha perso oltre 600mila voti nelle celebratissime Primarie dello scorso 30 aprile.

L’affluenza è calata di un milione di schede.

Vi sembrano numeri da rinascita? Se i sondaggi meritano rispetto, i dati delle elezioni politiche ne meritano un po’ di più.

Guardando i numeri delle elezioni degli ultimi dieci anni, il Pd è in calo continuo.

Unica eccezione sono le Europee 2014, ma quel famoso 40.8% è stato figlio di tre condizioni irripetibili: Renzi era appena arrivato ed era ancora in luna di miele con gli italiani, gli 80€ in busta paga, i voti in libera uscita da centro e centrodestra in funzione anti-euroscettici.

Nelle prossime elezioni, invece, Renzi non potrà presentarsi come il cambiamento, avendo già governato per tre anni; non potrà dispensare regalini elettorali; non avrà prestiti da altri partiti che rischiano già per conto loro la bancarotta.

Per questi motivi confermiamo la nostra impressione che il Pd si attesterà intorno al 20%, forse meno, nelle prossime elezioni Politiche.

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