Sondaggi politico elettorali

Sondaggi politico elettorali: nome in codice, profezie autoavveranti

SONDAGGI POLITICO ELETTORALI – Manca poco più di un mese alle elezioni politiche 2013. E’ guerra di sondaggi politico elettorali. Facciamoci qualche domanda banale.

Cosa sono i sondaggi politico elettorali?

Senza la pretesa di realizzare un seminario, cerchiamo di dirlo in poche e semplici parole.

I sondaggi politico elettorali sono delle ricerche statistiche.

I sondaggi politico elettorali registrano le intenzioni di voto in un dato momento di un campione di individui (qualche centinaia in genere).

Gli individui del campione sono scelti in modo tale da rappresentare l’intera cittadinanza votante.

Le percentuali che saltano fuori dai sondaggi politico elettorali non sono quelle reali della reale cittadinanza votante. Sono soltanto un’approssimazione, tanto buona quanto è ampio il campione e soprattutto quanto accurati sono i criteri di selezione degli intervistati.

Non fatevi dunque impressionare dall’apparente precisione di un 23,1% o di un 12.6%. Ogni sondaggio ha un forte margine d’errore.

E’  come per il treno delle 18.27. L’orario dà un’illusione di grande puntualità, ma nella realtà le 18.27 sono proprio l’orario in cui è meno probabile che il treno arrivi. E talvolta non arriva proprio.

(A fondo articolo trovate riassunti i criteri metodologici di un recente sondaggio di Tecnè, realizzato per Sky TG24,).

A cosa servono i sondaggi politico elettorali?

I sondaggi politico elettorali servono a elaborare numeri come quelli che vedete nel sondaggio Sky TG24 realizzato da Tecnè, relativo alle intenzioni di voto registrate fra il 12 e il 17 gennaio 2013 (a fondo articolo le immagini con tutte le percentuali rilevate).

I sondaggi politico elettorali vengono poi usati per dare un’idea agli elettori di quanto siano forti, al momento delle rilevazioni, i partiti e le coalizioni politiche.

Cosa se ne fa l’elettore dei numeri dei sondaggi politico elettorali?

1) Li ignora e vota chi preferisce, qualunque cosa dicano i sondaggi politico elettorali.

2) Si fa influenzare e salta sul più probabile carro dei vincitori.

3) Si fa influenzare, si astiene e non vota il partito che avrebbe scelto, visto che secondo i sondaggi politico elettorali non ha speranze e gli altri non sono di suo gradimento.

Altre tre domandine.

Quanto vale il mio voto? A livello matematico il mio voto è del tutto insignificante. Io come singolo individuo potrei anche non votare, senza mutare di una virgola l’esito finale delle elezioni.

Perché voto lo stesso? Per una questione emotiva. Per sentirmi parte della società civile.

Perché scelgo un partito piuttosto che un altro? Per un senso di appartenenza a quel partito. Proprio come il tifoso si identifica nella sua squadra e declina al plurale l’esito di una partita (“Abbiamo vinto”).

Chi sono i cittadini che si fanno influenzare dai sondaggi politico elettorali?

Sono soprattutto i cittadini del partito più grande che esista: il partito degli incerti/astensionisti. Sono il 40.2%, secondo il sondaggio Tecnè che abbiamo preso come esempio. Anche considerando il margine d’errore del 4%, il partito degli incerti/astensionisti è il più numeroso.

Gli incerti/astensionisti sono i cittadini senza un orientamento politico preciso: potrebbero astenersi, potrebbero votare a sinistra, a destra o al centro. Chissà.

Le percentuali rilevate dai sondaggi politico elettorali sono puramente teoriche anche per questo: l’imprevedibile comportamento di questo 40.2% potrebbe far sballare completamente i risultati rilevati dal sondaggio.

Ma qui accade il paradosso: i sondaggi politico elettorali, invece di limitarsi a essere strumenti per monitorare la realtà, diventano la realtà stessa. Sono profezie autoavveranti.

In sociologia una profezia che si autoadempie, o che si autoavvera (Merton, 1971), o che si autodetermina (Watzlawick et alii, 1971), è una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. Predizione ed evento sono in un rapporto circolare, secondo il quale la predizione genera l’evento e l’evento verifica la predizione.

Dopo aver letto i sondaggi politico elettorali, il 40.2% degli incerti/astensionisti si distribuirà fra i vari partiti, più o meno nelle percentuali rilevate fra gli intervistati che hanno dichiarato le loro intenzioni di voto.

Gran parte degli incerti si riverserà nei partiti che i sondaggi indicano come i più forti (perché alla maggior parte degli incerti non interessa il programma politico dei partiti, nemmeno lo conoscono, vogliono solo identificarsi con uno dei più forti), qualcuno andrà verso le coalizioni meno forti, ma pur sempre considerevoli, pochissimi verso i partiti che i sondaggi dichiarano vinti in partenza.

In questo modo i sondaggi politico elettorali rafforzano i partiti maggiori e indeboliscono quelli minori. I politici lo sanno e strumentalizzano i sondaggi con questo scopo.

Esempio di profezia autoavverante. Un partito che nella realtà avrebbe potuto raggiungere il fatidico 4%, non lo raggiungerà perché nei sondaggi c’è scritto che non ce la può fare. I sondaggi lo danno al 2%. Il partito non raccoglie i voti decisivi degli incerti/astensionisti e resta sotto la soglia di sbarramento.

Ed è così che dei numeri scritti su un pezzo di carta diventano la realtà.

NOTA FINALE

La chiarezza non è mai abbastanza, quindi è meglio precisare.

L’articolo non vuole demonizzare i sondaggi e chi li realizza al meglio delle sue competenze e della sua deontologia professionale. I professionisti seri, consapevoli della volatilità delle intenzioni di voto e dei limiti intrinseci dei metodi statistici, mai cercherebbero di far credere agli elettori che i sondaggi rispecchiano con precisione la realtà: questo lo fanno i politici (quando gli conviene, altrimenti insinuano che sono solo numeri di fantasia…).

E’ proprio l’uso che i politici e i media fanno dei sondaggi politico elettorali, per influenzare il voto dei cittadini, che critichiamo. Specialmente quando i sondaggi citati diventano dei numeri in libertà, sparati dai politici nei talk show e nelle interviste senza domande dei Tg, privi dei dati necessari per assicurarsi sulla neutralità e fondatezza scientifica dei numeri comunicati.

SONDAGGIO TECNE’ PER SKY TG24 12-17 GENNAIO 2013

 

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2 comments

  1. Interessante lo proporrò nel Blog citando la fonte

  2. Molto ben fatto. Bell'articolo.

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