Lavitola Berlusconi Tarantini

Tarantini-Lavitola: Berlusconi da vittima a indagato

TarantiniLavitola: Berlusconi da vittima a indagato. Berlusconi potrebbe passare, nel caso Tarantini-Lavitola, da parte lesa a indagato, cambiando definitivamente il suo ruolo da vittima di un ricatto a istigatore di bugie riferite ai giudici. L’illecito di cui si discute è sanzionato dall’articolo 377 bis del codice penale, che punisce il comportamento di chi induce qualcun altro a tacere, o a mentire, davanti ad un magistrato. Ad esempio, pagandogli mezzo milione in contanti in un volta sola, oppure con ventimila euro consegnati ogni mese, o ancora pagando il suo avvocato e trovandogli un lavoro.

Cioè esattamente quello che il premier ha fatto con Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore rampante di Bari che nell’estate 2008 riempì di ragazze giovanissime e talvolta mercenarie le residenze del premier a Roma e in Costa Smeralda. Così, proprio mentre il gip di Napoli invita a passare la mano alla procura di Roma, i tre pm Piscitelli, Curcio e Woodcock alzano il tiro e chiedono al tribunale del Riesame partenopeo – dove ieri si discuteva della scarcerazione di Tarantini- di valutare la sussistenza nei confronti del premier del reato previsto dal 377bis del codice penale: “Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria”. Pena prevista: da sei a ventiquattro mesi.

Potrebbe quindi, anche essere, che dopo una mossa del genere l’indagine possa tornare a Napoli,anche se il collegio difensivo del premier ha dichiarato: “Se loro avessero iscritto Berlusconi nel registro degli indagati perché, a loro giudizio, avrebbe spinto Tarantini a non rivelare la verità sul presunto ricatto, anche questo reato non sarebbe stato di loro competenza. Perché sarebbe stato commesso a Roma e non a Napoli, dove Berlusconi non è mai stato”.

Nel frattempo, mentre il tribunale del Riesame di Napoli si è riunito per decidere entro lunedì le sorti di Gianpaolo Tarantini e la sussistenza del presunto reato a carico del premier per induzione a tacere, si consuma lo sdoppiamento della stessa indagine a Roma come nel capoluogo campano. Significa che almeno per tutto il fine settimana, tre persone – i coniugi Tarantini e Lavitola – saranno indagati per il medesimo reato e per le medesime circostanze da due diverse procure italiane. Vedremo cosa accadrà!

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