Renzi

Tutti i fallimenti di Renzi nel 2015. Il referendum 2016 sarà la fine?

L’ex sindaco Matteo Renzi perde i pezzi per strade.

Mancano all’appello un nutrito numero di riforme e il 2016 si preannuncia come un anno in salita, fra l’altro con l’appuntamento cruciale del referendum costituzionale dopo l’estate, possibile capolinea della sua esperienza di governo.

Mettiamo in fila gli assenti eccellenti: reato di tortura, codice degli appalti, omicidio stradale, unioni civili, prescrizione, terzo settore, eccetera eccetera.

Si tratta di temi su cui il Bomba si è speso parecchio dal punto di vista della propaganda.

Renzi

Le promesse di Renzi fallite nel 2015, in rotta verso l’iceberg del referendum

Sulle unioni civili il provvisorio inquilino di Palazzo Chigi è stato tirato per la giacchetta da Ncd e dal clero, finendo con l’auto-boicottaggio di un ddl scritto da una esponente dello stesso Pd.

Fallite quindi le promesse di portarlo a casa entro il 2015.

Come dicevamo, il vero scoglio da superare arriverà verso ottobre con il referendum sulla riforma costituzionale. Renzi ha già messo le mani avanti: se  fallisce il referendum, fallisce la sua esperienza politica.

Si tratterà quindi più di un sondaggio nazionale sull’ex sindaco che non di un referendum sulla riforma del Senato e del Titolo V. Gli italiani avranno un’occasione di mandare a casa il Cicciobello Autoritario in modo democratico.

E, a guardare i sondaggi, circa un 70% degli italiani non vede il Rottamatore Restauratore di buon occhio.

Per quanto riguarda l’omicidio stradale, siamo anche qui è fallita la promessa di concludere entro il 2015. Resta la quarta e ultima lettura alla Camera. Non ci sarà l'”ergastolo della patente”, quella revoca definitiva che Renzi (davanti alle telecamere) tanto voleva.

Ricordate Mafia Capitale? All’indomani dello scandalo, prescrizione e terzo settore erano diventati fondamentali per il governo Renzi. Ma è tutto ancora fermo in commissione al Senato: se ne parla a primavera. Anche qui, come per le unioni civili, c’è lo zampino di Ncd che non vuole saperne di elevare a 21 anni la prescrizione per la corruzione. E sul terzo settore latitano una Commissione di vigilanza e la facoltà di distribuire i proventi per le imprese sociali.

Renzi fallisce anche sul codice degli appalti, altro punto non segnato nel 2015. E quello Ius soli di cui tanto Renzi ha decantato le virtù?

Vogliamo parlare del conflitto d’interessi? Figuriamoci:a maggio 2015 il ministro Boschi parlava di portarlo in Parlamento “già nelle prossime settimane”. Sono passati sette mesi e ancora non si vede nulla.

Reato di tortura? “Scomparso definitivamente dai punti all’ordine del giorno della commissione Giustizia del Senato”, spiega Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone.

Clamoroso poi il fatto che nelle Città metropolitane. Citiamo dal Fatto Quotidiano:

Città metropolitane Si tratta di un argomento passato sottotraccia. Ma secondo quanto previsto dalla legge Delrio, entro aprile prossimo il Parlamento avrà il compito di varare la legge elettorale con cui dovranno andare al voto le tre principali città metropolitane: Roma, Milano e Napoli. In realtà ci sono scarse possibilità che ciò accada. A novembre, proprio a ilfattoquotidiano.it, il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, ha affermato che “serve più tempo” perché “ci sono aspetti che non possono essere risolti con un provvedimento da approvare in tempi così rapidi”. Tradotto: se ne riparlerà fra 6 anni e i cittadini non potranno eleggere direttamente gli organi previsti dalla Delrio.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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