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Ultime notizie e novità pensioni: ultimatum M5S, stop a privilegi parlamentari

ULTIME NOTIZIE E NOVITA’ PENSIONI (1° MARZO 2017) – M5S FISSA UNA DATA LIMITE

Dopo le perplessità sulla reversibilità delle vedove, oggi parliamo di un’ingiustizia che fa indignare qualsiasi italiano (esclusi, si intende, quelli che campano direttamente o indirettamente di politica).

Già, stiamo parlando proprio degli odiatissimi vitalizi dei politici. Pardon, non chiamateli vitalizi, altrimenti arriva subito un difensore dei privilegi della casta a dirvi che siete ignoranti.

I vitalizi non ci sono più. In compenso, ci sono ancora le pensioni dai requisiti a dir poco speciali: bastano quattro anni, sei mesi e un giorno in Parlamento per buscarsi una bella pensione, la quale verrà erogata a partire dai 65 anni di età. Non solo: per ogni anno extra in Parlamento, la data di entrata in vigore delle pensioni viene anticipata, fino ad arrivare al limite massimo dei 60 anni di età.

Nel frattempo noi comuni mortali andiamo in pensione dopo 42 anni di contributi o dopo aver raggiunto i 67 anni di età circa, requisiti che con ogni probabilità peggioreranno in futuro (si parla infatti di 75 anni anni come età per andare in pensione per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996!).

Le chiacchiere quindi stanno a zero: senatori e deputati sono dei privilegiati (anche) dal punto di vista pensionistico.

M5S ha lanciato la sua proposta legislativa per eliminare questa iniquità, proposta che inizialmente sembrava trovare l’appoggio anche di Tito Boeri, presidente Inps, il quale ci ha poi ripensato parlando di iniziativa scritta troppo in fretta e che non sana le situazioni del passato.

Il Pd, dal canto suo, ha reagito dichiarando inammissibile l’idea del M5S. Così si è espresso Matteo Richetti (PD), che ha anche lui depositato una sua proposta sul tema pensioni e parlamentari: “Ho letto con attenzione la proposta 5 Stelle e spero che il Pd la approvi in ufficio di presidenza così si renderanno conto che non cambia nulla. Il problema non sono i vitalizi di chi è entrato in Parlamento nel 2013, bensì quelli passati. È su quelli che bisogna intervenire”.

Questa è la sintesi delle ultime notizie sulle pensioni relative alla diatriba sui privilegi dei parlamentari. A voler dire la nostra su queste novità, ci pare che chi si oppone al M5S sta un po’ facendo il furbo.

Ultime notizie e novità pensioni (1° marzo 2017): sui vitalizi già in liquidazione c’è poco da fare, pensiamo piuttosto a eliminare i privilegi da oggi in poi

Primo, sarebbe senz’altro bello intervenire anche sui vitalizi del passato, ma questo non è un buon motivo per non iniziare a farlo con le pensioni del futuro!

Secondo, una legge che interviene su quanto già fatto, tentando di andare ad intaccare i famigerati “diritti acquisiti” di chi già prende il vitalizio, verrebbe considerata retroattiva e sommersa da uno tsunami di ricorsi.

Insomma, la storia che non dobbiamo fare bene perché dovremmo fare meglio (per poi non fare un bel niente) non regge proprio.

 

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